Finanziaria, il ministro Maroni “braccato” dalle sagome di “Ci hanno pugnalato alle spalle”

poliziotto-pugnalatoIl Coisp: “Inutile che si dia alla macchia, non può cancellarci né ignorarci”. Roma, 23 lug – “Il ministro Maroni penserà che siamo il suo incubo, e vorrà ancora di più scacciarci, cancellarci, eliminarci. Ma non può, né può ignorarci, perché ovunque vada troverà tanti di noi, tanti delle Forze di Polizia, tanti cittadini, che gli ricorderanno la bestialità di quello che lui e questo governo ipocrita stanno facendo ai veri servitori dello Stato. Ed è inutile che tenti di darsi alla macchia, o che continui a farci ostacolare, sorvegliare e braccare. Siamo poliziotti, conosciamo le regole, ma abbiamo un cervello, un orgoglio, una dignità e delle famiglie, e non arretreremo, perché abbiamo il dovere oltre che il diritto di dire quando le cose vanno a rotoli. Noi sappiamo bene cosa rappresenta un vero pericoloso incubo per la sicurezza dei cittadini, questa assurda manovra che metterà in ginocchio gli appartenenti al comparto”.  
Franco Maccari, Segretario generale del Coisp, Sindacato indipendente di Polizia, commenta così una giornata particolarmente ricca di impegni per il Sindacato, impegnato nella campagna di protesta “Ci hanno pugnalato alle spalle”. Fin dal primo luglio manifestazioni di ogni genere si stanno susseguendo nelle varie città italiane, suscitando la partecipazione di media e cittadinanza, e scatenando reazioni spesso “inconsulte” di quell’espressione istituzionale che si rifiuta di confrontarsi proficuamente con gli appartenenti alle Forze dell’ordine. Così i membri del Coisp si sono visti opporre prescrizioni e divieti sempre più bislacchi nel corso delle settimane, nel tentativo – del tutto vano – di impedire loro di esprimere la propria protesta.
“Gli sforzi di chi – spiega Maccari – come il questore di Catanzaro o quello di Treviso che ci hanno irragionevolmente proibito di non manifestare in determinati luoghi per ‘proteggere’ alcuni rappresentanti istituzionali e politici dai nostri ‘attacchi terroristici’, o il prefetto che a Roma, nel corso della manifestazione davanti al Viminale ha dato di matto strappando il nostro striscione, sono assolutamente inutili. Non produrranno altro effetto se non quello di far conquistare a ciascuno di questi signori una nostra denuncia. Per il resto, la nostra voglia di fare e la nostra capacità di farci sentire non fa che aumentare”.
E così oggi anche il centro di Vicenza è stato invaso dalla processione di sagome di poliziotti con il coltello piantato nella schiena che, scortate dal chiassoso colore delle vuvuzelas, hanno portato in giro le ragioni di uomini e donne in divisa, che hanno ancora una volta portato il proprio grande striscione, barbaramente stracciato fuori dal Viminale da un prefetto alquanto zelante. “Ministro dimettiti anche tu”, era l’invito che campeggiava inizialmente sull’enorme manifesto. “Ma i danni subiti al Viminale non hanno cambiato di molto le cose – ironizza Maccari -… Lo striscione è stato strappato nella parte finale, così che la scritta rimasta ora è ‘Ministro dimettiti’… Ancora più incisivo!”.
La riuscita manifestazione di Vicenza non ha impedito ad alcuni membri del Coisp di realizzare un vero blitz a Venezia, dove Maroni è atterrato in mattinata. Alla banchina dove il ministro si è recato a prendere il mezzo che lo ha portato in giro ha infatti trovato un piccolissimo esercito delle inconfondibili sagome del Coisp, che lo hanno indotto a rintanarsi in gran fretta dentro al motoscafo. Ma la fuga è durata per poco. Prontamente i componenti del Sindacato si sono recati ad incrociarlo nuovamente sull’autostrada all’uscita per Treviso, dove si è poi tenuto un proficuo volantinaggio nella piazza generosamente concessa dal questore, dopo le “decine” richieste ma scartate.
I rappresentanti del Coisp sono stati guardati a vista e quasi letteralmente braccati, ed hanno persino rischiato di subire un tentativo di sequestro delle sagome.
“E’ veramente difficile descrivere quello che si prova a venire trattati così – conclude Maccari -, mentre si sta solamente tentando di chiedere ciò che ci spetta a chi dovrebbe tutelarci, proteggerci e valorizzarci. Chi ci governa vuole impedire la manifestazione del dissenso, senza rendersi conto che così le cose peggioreranno di minuto in minuto. Senza rendersi conto che chi è esasperato non si ferma”.
Ed il Coisp non si è fermato, neppure dopo una giornata di corse di qua e di là, ed ha pensato di concludere “in bellezza”… aspettando allegramente, sagome alla mano, nei pressi dell’aeroporto di Treviso dove era prevista la partenza del ministro Maroni alle 18 del pomeriggio!
E siccome la fortuna aiuta gli audaci ed il nervosismo invece no, l’intero corteo del Ministro Maroni ha sbagliato strada di imbocco dell’aeroporto  entrando dritto dritto nell’esercito di sagome lì appostate. E per ben 2 volte ha dovuto subire il blocco da parte delle sagome perché l’intero corteo ha dovuto  rigirarsi per ritornare sulla retta via passando ovviamente di nuovo ad ammirare l’intero esercito di sagome lì appostato.
E per non farlo sentire solo, la stessa accoglienza a Venezia questa mattina è stata riservata anche al Ministro Brunetta visto che il piccolo esercito era già appostato all’aeroporto. ico_commenti Commenta

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.