Droga: sgominata dalla Polizia un’organizzazione. Affari da 3mila chili di coca al mese

polizia-auto1g79 arresti in Italia e all’estero. Milano, 16 nov – Un’organizzazione paramilitare, con cellule sparse in Sudamerica e nell’Est Europa, capace di rifornire la piazza di Milano in modo costante garantendo, dal 2007 al 2009, da mille a 3mila chili di cocaina al mese. E’ questa la portata degli affari del gruppo smantellato oggi con un’operazione che ha visto impegnati la squadra Mobile di Milano e le polizie di Belgrado e Lubiana, coordinate dalla Dda e dall’Interpol, che ha portato in carcere 76 persone in Italia, di cui 22 arrestati in Serbia, Slovenia, Montenegro, Svizzera e Ungheria. All’appello, 105 le richieste di arresto, mancano ancora alcuni affiliati e Darko Saric, uno dei capi dell’organizzazione, è finito in manette in Montenegro invece il fratello, suo braccio destro. Un’operazione, durata circa due anni, che ha permesso di ricostruire, questo anche attraverso alcune intercettazioni ambientali, la struttura quasi militari dell’organizzazione con soldati fedeli, dieci per ogni capo, capacità di movimento sul territorio internazionale e pronti a “mimetizzarsi”. Niente auto di lusso, ma veloci scooter per consegnare la cocaina a domicilio e garantire all’acquirente un risultato senza rischi. In due anni di indagini sono circa 3.500 i chili di cocaina finiti nella rete degli investigatori, 700 solo nel Nord Italia, con una caratteristica in comune. I panetti di cocaina venivano protetti da palloncini colorati: un segno di riconoscimento, ma anche una protezione da eventuali danni derivanti dall’acqua. Palloncini sequestrati nei mesi scorsi a Buenos Aires, uno dei porti utilizzati dal gruppo per far arrivare, attraverso veloci imbarcazioni, la cocaina in Europa. In una sola operazione a Montevideo, in Uruguay, sono circa 2.100 i chili di polvere bianca sequestrati. “Un’indagine difficilissima -spiega il procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso- che nasce dalla segnalazione della polizia federale svizzera”. Il 17 dicembre 2006 viene segnalato, a Zurigo, il tentato omicidio di Lukovic Dragan. E’ lui ad accorgersi che sotto la sua auto spunta l’innesco di una bomba e dalla caccia del mandante si arriva a ricostruire la rete di cellule specializzate nel traffico internazionale.

Una struttura con appartamenti in diverse zone di Milano, da via Pergolesi a via Spadolini, e garage usati come deposito prima della consegna “chiavi in mano” della cocaina e pagamento successivo. Un affare che i vertici slavi concedono solo a chi, spiegano gli investigatori, “è capace di acquistare tra i 200 e i 250 chili di cocaina al mese”. I primi sequestri (la cocaina ha una purezza di almeno il 78%) consentono anche di far scattare le manette nei confronti di alcuni affiliati all’organizzazione che fa capo a diversi gruppi, tutti collegati con ‘ndrine storiche, come Michele Grifa, Paolo Salvaggio, Francesco Desiderato (è lui che detiene la fetta più grossa del mercato milanese), Francesco Petrelli che dopo il suo arresto, il 17 marzo 2008 da parte degli agenti del commissariato Bonola, comincia a collaborare. Lui, “un soldato” di Salvaggio parla di slavi che a stento parlano italiano, ma che si muovono su veloci scooter e garantiscono 50 chili di cocaina a settimana. “L’afflusso di cocaina -spiega il pm Mario Venditti- tra il 2007 e il 2009 e’ nell’ordine dei mille- tremila chili al mese”. E’ studiando gli spostamenti del gruppo che gli uomini della squadra Mobile di Milano riescono a mettere a segno una serie di sequestri e a scoprire in una cascina di Locate Triulzi un altro carico con 30 chili di cocaina. La cellula milanese, però, ha altre “gemelle” nel Nord Italia: altri due siti di stoccaggio vengono scoperti a Tirrenia (Pisa) e a Pontremoli (Massa Carrara). L’ultimo sequestro di 267 chili di cocaina segna un colpo per l’organizzazione, capace di muoversi abilmente ovunque. Le basi operazioni vengono “disattivate” rapidamente, oggi però e’ arrivato il “colpo finale” assicurano gli investigatori. Dal procurato Grasso e dal procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, è arrivato “il riconoscimento al lavoro della polizia e dei magistrati”. Oltre agli arresti, sottolinea il procuratore speciale serbo, Miljco Radisavljevic, sono state messe a segno una serie di sequestri, tra cui nel porto di Monfalcone di uno yacht da 275mila dollari. (Adnkronos)

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