Diaz, Cancellieri: «Giusto che i responsabili paghino»

diaz-poliziaNessuna indulgenza neanche per il caso Aldrovandi e il pestaggio di Milano. Roma, 6 lug – (di Fiorenza Sarzanini) La decisione era stata presa due giorni fa, durante un lungo colloquio con il capo della polizia AntonioManganelli. E ieri sera, subito dopo la lettura della sentenza, è stata confermata. «Gli uomini che sono stati condannati in via definitiva dovranno essere sostituiti», annuncia il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Lo dice con una vena di tristezza, perché sa che per la polizia questo è un giorno buio. Sa che a casa andranno capi e gregari, funzionari che siedono nei posti chiave. Sa che per il Viminale quanto accaduto segna una tappa fondamentale e negativa.

Ministro lei si aspettava un verdetto diverso?

«Da quando sono qui non ho mai voluto fare previsioni, proprio perché il nostro compito è rispettare ed eseguire le sentenze. Però posso dire che sono molto colpita».

Perché?

«Il G8 di Genova è una pagina dolorosa per la polizia e questo mi ferisce. Ho visto come tutti le immagini di quello che è successo all’interno della Diaz e posso dire che non condivido nulla di quell’operazione. Di fronte a errori gravi è giusto che i responsabili ne subiscano le conseguenze. Ma questa non può diventare la condanna di tutte quelle migliaia di uomini e donne che ogni giorno, indossando una divisa, fanno il proprio dovere».

Sono decine i funzionari coinvolti, i vertici dell’anticrimine sono stati azzerati.

«È il prezzo altissimo che paghiamo, perché perdiamo alcuni nostri uomini migliori. Sarà difficile sostituire un investigatore come Francesco Gratteri che ora è il direttore centrale. Ho il rammarico che debba andare via Gilberto Caldarozzi, il capo dello Sco, il servizio centrale operativo. Loro sono quelli che hanno preso Bernardo Provenzano. Grazie a loro abbiamo arrestato l’attentatore di Brindisi».

Però sono stati accusati di aver falsificato le prove e per questo interdetti dai pubblici uffici.

«Mi rimetto alla sentenza. Ora noi però dobbiamo ricominciare e guardare avanti. I cittadini devono sapere che la polizia è un’istituzione sana che ha saputo fare tesoro degli errori e cambiare le regole dell’ordine pubblico. Dobbiamo proteggere quei padri e quelle madri di famiglia che per questo lavoro fanno sacrifici enormi».

Vuol dire che per lei la gestione dell’ordine pubblico è un problema risolto?

«Certamente viene affrontato in maniera completamente diversa. Basti pensare a quanto accaduto lo scorso ottobre in piazza San Giovanni durante il corteo degli “Indignati”. Proprio per non usare la linea dura con i manifestanti, anche quelli più violenti, un carabiniere ha rischiato la vita e molti appartenenti alle forze dell’ordine sono rimasti feriti. Non devono più accadere episodi come quello della Diaz, ma neppure che i nostri uomini vengano assaliti, picchiati e insultati per strada».

I rappresentanti dei Movimenti di contestazione che erano in piazza a Genova ora chiedono le scuse dello Stato. È stato un errore non farlo prima?

«Non giudico i miei predecessori nè tantomeno voglio criticare quanto è stato fatto perché bisogna tenere conto del momento storico e politico. Io posso dire come ho deciso di comportarmi quando ho accettato la nomina e penso che sia fondamentale assumersi subito le proprie responsabilità. Mi sembra di averlo dimostrato anche in alcuni episodi recenti».

Si riferisce al procedimento aperto contro il poliziotto che ha insultato la madre di Federico Aldrovandi?

«Sarà la commissione disciplinare a stabilire la sanzione, ma io ho già deciso che la linea dovrà essere quella della fermezza e dell’intransigenza. Un atteggiamento così arrogante non si può tollerare».

Ha parlato con la signora?

«So che Manganelli le ha scritto una lettera. Nei prossimi giorni chiederò di poterla incontrare. Voglio farle sapere che noi siamo con lei. Voglio spiegarle che la polizia è un’altra cosa».

Forse non è d’accordo con lei quel signore di Milano pestato da due agenti che poi hanno falsificato il verbale.

«Anche nei loro confronti non avremo alcuna indulgenza. La questura di Milano è guidata da uno dei funzionari che maggiormente apprezzo, Alessandro Marangoni, e dunque sono certa che la punizione nei loro confronti sarà esemplare. Del resto Marangoni lo ha già detto e io faccio mie le sue parole: il poliziotto che sbaglia deve pagare due volte».

Lei ha detto che bisogna proteggere la parte sana della polizia. Il governo lo farà anche assicurando le risorse necessarie a garantire la sicurezza?

«Spenderemo meglio, ma non subiremo tagli. È un settore che non può subire riduzioni di bilancio perché è l’intero Paese che non può permetterselo». (Corriere della Sera)

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