Decreto svuota carceri, SIAP: “ennesimo aggravio di lavoro per le Forze di Polizia”

polizia-auto-notteRoma, 27 giu – Il segretario generale del sindacato della polizia di Stato SIAP, Giuseppe Tiani, intervenendo sul c.d. decreto svuotacarceri afferma in una nota che “si tradurrà, inevitabilmente, nell’ennesimo aggravio di lavoro per le Forze di Polizia”.

«Il S.I.A.P. – spiega la nota – è consapevole dello stato di estremo disagio in cui vivono i detenuti nelle carceri italiane, aggravato certamente dal sovraffollamento e da molte strutture fatiscenti o inidonee. Conscio delle criticità che insistono sul nostro sistema carcerario che dovrebbe essere finalizzato al recupero ed al reinserimento nella società dei detenuti, restiamo costernati dalla mancanza di attenzione dei ministri della Giustizia Cancellieri e dell’Interno Alfano nei confronti del personale delle Forze di Polizia».

«L’on. Alfano, infatti, non ha ancora ritenuto di incontrare i sindacati da quando si è insediato, nonostante il sovraccarico di lavoro che il cosiddetto “decreto svuota carceri” comporterà per poliziotti e carabinieri. Difatti, tramutare le pene detentive da scontare in carcere, in arresti domiciliari o affido ai lavori esterni al carcere, comporterà un inesorabile e insostenibile aggravio di lavoro dovuti necessari controlli, che con gli organici attuali e la ristrettezza di risorse strumentali e finanziarie, non saranno facilmente praticabili».

«Ci saremmo aspettati – afferma Tiani – da chi è stato anche Ministro dell’Interno, presumendo che conosca le criticità delle forze di polizia, provvedimenti di altra natura, quali il recepimento dei fondi per remunerare tutte le ore di straordinario lavorate dai poliziotti alla fine del secondo semestre 2012 per la cosiddetta emergenza Nord Africa e gli straordinari non pagati ai Reparti Mobili nell’anno 2012 compresi i servizi di ordine pubblico “No TAV”».

«Ci saremo aspettati degli stanziamenti aggiuntivi per fronteggiare i continui sbarchi di extracomunitari nelle coste italiane, che stanno mettendo a dura prova l’intero sistema della Sicurezza dei CIE e CARA».

«Il provvedimento adottato, di cui si può condividere la filosofia culturalema certamente non le modalità e lo strumento adottato per la soluzione della gestione del problema carcere, andava necessariamente collegato e accompagnato con ben altri provvedimenti e soluzioni, e non scaricare come al solito, i problemi irrisolti dalla politica, sugli uomini e le donne delle Forze di Polizia».

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