Consigliere leghista attacca i poliziotti. Poi si scusa

Pietro-IsacchiRoma, 24 nov – “…il problema delle Forze dell’Ordine è vedere chi va effettivamente sulla strada. Perché un certificato medico non si nega a nessuno e si viene dispensati dal servizio sulle volanti o dal servizio a piedi, perché vengono i piedi piatti”. Queste parole, pronunciate dal Consigliere provinciale del gruppo Lega Nord Pietro Isacchi, hanno madato su tutte le furie i sindacati di polizia. «Il continuo attacco verbale a cui le Forze di Polizia sono sottoposte da parte di esponenti della Lega, che agiscono come i peggiori ultras da stadio – dichiara Franco Maccari, segretario generale del Coisp -, riteniamo sia un attacco frontale allo Stato e alla Repubblica Italiana, che non solo deve essere censurato, ma punito gravemente. Non sappiamo se il Ministro Maroni – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – fosse distratto quando l’esponente del suo partito pronunciava queste perle di insulti, nel caso non le avesse ascoltate gliele rendiamo note noi pregandolo di intervenire duramente e con forza, fino a chiedere, se necessario, l’espulsione dal partito di questa persona (chiamarlo signore sarebbe davvero troppo). Ricordando al Signor Ministro – conclude Franco Maccari – che, chiunque offende un solo Poliziotto, offende anche lui».

A seguito delle proteste indignate dei poliziotti arrivano pronte le scuse del consigliere leghista che in un comunicato stampa riconosce di “aver usato toni scorretti e provocatori nell’affermare le mie opinioni” aggiungendo che “le affermazioni relative a presunti comportamenti illeciti dei rappresentanti delle forze dell’ordine sul territorio bergamasco sono state offensive e prive di qualunque fondamento. A tutte le forze dell’ordine va la mia stima e riconoscenza per il lavoro che quotidianamente svolgono pur nelle mille difficoltà che la Lega Nord non ha mai mancato di sottolineare”.

“Un tema come quello della sicurezza – conclude Isacchi -, così caro al nostro Movimento, avrebbe meritato un dibattito completamente diverso: un confronto sui problemi reali e non uno scambio di invettive politiche. Ribadisco quindi nuovamente le mie più profonde scuse”.

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