Coisp: “chi colpisce un appartenente alle forze dell’ordine colpisce lo Stato”

MaccariDura presa di posizione del sindacato di Polizia sugli ultimi episodi di cronaca. Roma, 1 mag – «Un carabiniere ferito in maniera grave da un manipolo di delinquenti, due agenti aggrediti durante i tafferugli scatenati da appartenenti ai centri sociali. E’ questo il bilancio, come sempre pesante, con cui le Forze dell’Ordine sono costrette a fare i conti alla fine di una normale giornata di lavoro».

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia è amaro e duro nel commentare i fatti di cronaca di questi ultimi giorni. «Come sempre – dice Maccari – carabinieri e polizia sono l’avamposto di una sicurezza che viene sbandierata ma mai veramente garantita dagli altri livelli della società. I gesti di cui parliamo sono frutto di una violenza soggettiva questo è chiaro, ma la riflessione che si impone a tutti noi, è che un uomo, un padre di famiglia, non può uscire di casa per andare al lavoro e rischiare di non tornarci più perché, non per difendere se stesso ma per dare risposte all’intera comunità, rischia di essere massacrato».

«Fate il vostro dovere ci dirà qualcuno – continua Maccari – e noi siamo coscienti che il nostro lavoro non è uguale a quello degli altri: ciò che non possiamo accettare è che “gli altri” non tengano nella giusta considerazione i sacrifici umani e professionali a cui le Forze dell’Ordine sono esposte. Ma soprattutto – continua il Segretario Generale del Coisp – se la vita di un poliziotto o un carabiniere per chi aggredisce in maniera brutale vale così poco, lo stesso non può essere per chi quei poliziotti e quei carabinieri dovrebbe tutelarli e difenderli perché dove c’è un poliziotto, un carabiniere, una divisa, c’è lo Stato».

«Chiediamo dunque, in maniera forse provocatoria – conclude Maccari – che a chiunque compia un gesto di violenza contro le Forze dell’Ordine venga raddoppiata la pena non per “lesa maestà” ma perché colpisce lo Stato e quindi l’intera comunità. La nostra vicinanza va infine alle famiglie dei colleghi che in questo momento stanno soffrendo non solo fisicamente». 

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