Caserme e auto a pezzi: la sicurezza secondo Maroni

manifestazione_poliziaRoma, 10 mag – Uomini drammaticamente insufficienti in tutti i settori mentre le mansioni, invece, aumentano. Auto vecchissime che camminano per miracolo; computer che non vanno (tanto che gli agenti, ormai, sono abituati a portarseli da casa; benzina esaurita; fax, fotocopiatrici e stampanti che non funzionano.

La polizia bolognese è alla deriva, sommersa da una letale carenza di organico e risorse che si ripercuote sulla sua attività e sulla qualità della sicurezza. Le pulizie negli uffici sono solo un ricordo, visto che i tagli sul servizio sono di oltre il 50%. «Sono calati – sottolinea Felice Citriniti, segretario generale del sindacato Siulp – anche i soldi per la manutenzione che adesso sono inferiori ai costi decisi per legge e ne fanno le spese revisioni obbligatorie come quelle degli ascensori».

In questo quadro disastroso, si colloca la visita di venerdì scorso, a Bologna, del Ministro dell’Interno Maroni venuto per sostenere il candidato a sindaco per la Lega, Manes Bernardini. Il Ministro ha promesso, in caso di vittoria della Lega alle amministrative, un patto per la sicurezza ad hoc per la città. «Ma quello che serve – si lamenta Citriniti che raccoglie da mesi le lamentele degli agenti – sono provvedimenti urgenti per arginare queste carenze drammatiche». Altro che promesse di patti, quindi, soprattutto se rivolte solo verso una parte politica. «La sicurezza – ricorda Pietro Filippini del Silp di Bologna – è un bene fondamentale. Non si può dire che si garantisce solo se vince un determinato candidato, deve essere assicurata a tutti perchè la polizia e di tutti, anche se qualcuno cerca di privatizzarla».

E per far capire al ministro Maroni quali sono, invece, i problemi sul versante della della sicurezza degli agenti bolognesi, i sindacati l’hanno portato a visitare la caserma Smiraglia, vicino alla Stazione. Un edificio fatiscente che sta cadendo a pezzi, dove i bagni sono inagibili e i lavori di manutenzione urgentissimi. Dopo mesi di proteste da parte dei sindacati e gli appelli al questore, finalmente stanno arrivando dal governo 100.000 euro per ristrutturarlo, ma quasi sicuramente non basteranno. Ieri, dall’edificio si è staccato un altro pezzo di cornicione; i servizi igienici vanno completamente rifatti; vanno eliminate le infiltrazioni e ristrutturate intere parti. Tutto questo mentre dentro ci vivono gli uomini del Settimo Reparto Mobile. «Una situazione a dir poco indecorosa – si indigna Citriniti – anche perchè vengono fatti vivere così dei servitori dello Stato». Il ministro non ha potuto che constatare le condizioni in cui versa lo stabile, ma ha trovato subito una soluzione per non far spendere altri soldi al governo, sottolineando – pare a più riprese – che il Comune di Bologna porrà maggiore attenzione ai problemi della caserma, occupandosene. E questa volta, non solo se vincerà Bernardini, condizione unica, invece, per siglare il Patto di sicurezza, ma anche gli avversari.

Intanto, sotto la Ghirlandina, dove Maroni un patto “per Modena Sicura” si è deciso a sottoscriverlo, un mese fa, con il sindaco Giorgio Pighi, anche se è del Pd, i sindacati di polizia hanno rimandato al mittente il documento. «Anche se valutiamo positivamente gli aspetti che riguardano il concetto di sicurezza partecipata – ha sottolineato il Silp – denunciamo la mancata previsione, all’interno del Patto, di investimenti per risorse e uomini, in un momento in cui sono risapute le gravi carenze strutturali delle forte di polizia statali».
«Soprattutto – ha spiegato Roberto Di Biase, segretario generale provinciale Silp – si tenta di spostare il problema solo ed esclusivamente su questioni prettamente di coordinamento». Ma il vero nodo – sottolineano gli agenti – è questo: «Con quali uomini la Questura di Modena riuscirà a garantire il controllo del territorio e ad offrire validi supporti investigativi, per incidere contro i vari fenomeni di illegalità, tra i quali quelli della criminalità organizzata? Basti pensare che il numero delle volanti oggi è identico a quello di 20 anni fa». Una domanda che si pongono in modo angosciante anche i poliziotti bolognesi.

Pisa, niente soldi: in questura soltanto estintori scaduti

Gli estintori della questura e della caserma di Pisa sono scaduti da mesi e non ci sono i soldi per revisionarli. Lo denuncia la segreteria provinciale del Silp-Cgil, che afferma di avere segnalato la vicenda a questore, prefetto e comando provinciale dei vigili del fuoco e chiede alle autorità, in assenza di soldi per ripristinare la sicurezza, di ridurre il personale nei due edifici «al di sotto della cento unità». Secondo il segretario provinciale, Claudio Meoli, «la validità di tutti gli estintori (oltre 50) è scaduta da mesi, credevamo che fosse dovuto ad una dimenticanza della ditta deputata alla revisione, invece l’ufficio personale ci ha detto che la mancata revisione, pur richiesta per tempo, era dovuta ad una mancanza di fondi nel capitolo di spesa». Il sindacato di polizia della Cgil aveva anche denunciato il rischio che le Volanti del 113 fossero costrette a fermarsi per «la mancanza di carburante», in seguito alla mancanza di fondi. «Riteniamo – conclude Meoli – che la situazione sia tale da non garantire la soglia minima di sicurezza per chi lavora nella questura e nella caserma Mameli. Chiediamo, nel caso di indisponibilità economica, di abbandonare gli edifici o di ridurre la presenza al di sotto di 100 persone». 

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