Carte di credito e codici bancari rubati: bottino da 530 milioni, fermato da Polizia e Homeland Security

Operazione internazionale con 13 arrestati, anche un italiano

Roma, 7 feb – Polizia di Stato e Homeland Security Investigation (USA) fermano traffico internazionale nel dark web di carte di credito e codici bancari sottratti tramite tecniche di hacking. Operazione di rilievo internazionale, che ha interessato 16 Paesi in tutto il mondo, 13 gli arresti (1 in Italia).

Oltre 530 milioni di dollari in tutto il mondo: è l’impressionante bottino accumulato dalle attività illecite di un’organizzazione criminale internazionale, operante nel dark web, e smantellata nell’ambito dell’Operazione INFRAUD, portata a termine con successo grazie alla collaborazione tra l’Homeland Security Investigation (HSI) statunitense e la Polizia di Stato.

Nella giornata di ieri, gli uomini della Sezione Financial Cybercrime del Servizio Polizia Postale e del Compartimento Polizia Postale Campania, in collaborazione con l’HSI degli Stati Uniti, hanno individuato e tratto in arresto un italiano della provincia di Napoli, destinatario di mandato di cattura internazionale, per aver preso parte attivamente all’organizzazione criminale sin dal 2010, con il nickname “Dannylogort”.

Il presunto capo dell’Organizzazione, ucraino, era già stato tratto in arresto la scorsa settimana in Thailandia, mentre un’azione congiunta operata contemporaneamente in 16 Paesi del mondo ha ieri permesso l’individuazione e l’arresto di ulteriori 13 membri sospettati di appartenere al sodalizio criminale, di cui uno, come detto, residente in Campania.

L’attività criminale era focalizzata sulla compravendita di migliaia di carte di credito rubate e clonate, di codici di verifica (CVV) per la spendita delle carte on line, di codici di accesso a servizi di home-banking e più in generale, di dati personali e riservati appartenenti a migliaia di vittime in tutto il mondo.

Confidando sul presunto anonimato offerto dalle moderne reti del dark web, l’associazione criminale mirava a rendere ancora più ostico il lavoro delle forze dell’ordine grazie all’utilizzo di Liberty Reserve, nota piattaforma di scambio di cryptomonete virtuali, in passato utilizzata da criminali di tutto il mondo per il compimento di attività illecite e chiusa nel 2013 dagli Stati Uniti, all’esito di un’indagine che si concluse con la condanna del fondatore Arthur Budovsky a 20 anni di reclusione per riciclaggio internazionale.

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Carte di credito e codici bancari rubati: bottino da 530 milioni, fermato da Polizia e Homeland Security
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Operazione internazionale con 13 arrestati, anche un italiano
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