Camere di sicurezza: poliziotti a caccia di assorbenti

auto-polizia4Roma, 13 gen – «Era nell’aria che accadesse ed è accaduto. Aver dato seguito alle disposizioni in merito all’utilizzo delle camere di sicurezza per trattenere gli arrestati, ha creato confusione, disagio alla normale attività della Polizia e purtroppo ha fatto sì che dei seri professionisti arrivassero anche a mettersi in ridicolo».

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, parlando dell’utilizzo della camere di sicurezza delle Questure, per contestare l’efficacia del provvedimento, porta un esempio pratico accaduto a Venezia.

«La persona da trattenere, nei giorni scorsi, era una donna che in quel particolare momento aveva necessità di assorbenti – dice Maccari -. Tralasciando tutti i particolari della vicenda, basti sapere che una volante con due poliziotti (uomini) in divisa (forse affidare il compito a una donna in borghese sarebbe stato se non altro più opportuno….) è stata “distratta” dai normali compiti per andare in ospedale a prendere un pacco di assorbenti».

«Ora a parte la vicenda di per sé grave – dice il Segretario Generale – è inaccettabile che ai poliziotti venga chiesto di origliare dietro le porte delle camere di sicurezza, che non si dica chiaramente se chi è predisposto alla sorveglianza poi debba anche accompagnare il presunto colpevole in tribunale, che si predispongano tanti documenti da firmare come se quello tra il detenuto e la Questura fosse un contratto. I poliziotti, con questo provvedimento, iniziano a somigliare più a dei ragazzi di bottega, a dei badanti, con il rispetto ovviamente per chi fa questi lavori e vengono mortificati nella loro professionalità».

«Ancora una volta – conclude Maccari – dobbiamo chiedere e chiederci che Polizia vuole questo Stato. Una Polizia che contribuisca a costruire un’Italia più sicura e quindi più libera o una Polizia fatta non più da Servitori dello Stato ma resa alla stregua di servi di Governi incapaci di assolvere al mandato che è stato loro affidato».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.