Aldrovandi: il ministro avvia un’azione ispettiva. SIULP, pieno appoggio e totale fiducia

felice-romanoRoma, 29 mar – «Dopo la gravissima situazione che si è creata per la manifestazione fatta da un gruppetto di aderenti ad un piccolo sindacato di polizia sotto l’ufficio della madre di Federico Aldrovandi, bene ha fatto il Ministro e il Prefetto Marangoni a disporre un’ispezione immediata per accertare le responsabilità di chi, oltre a quelli che hanno effettuato la manifestazione e che rispondono sotto il profilo etico e morale, ha autorizzato una simile protesta senza valutare le gravissime ripercussioni che questo atto avrebbe comportato».

Lo riferisce il sindacato di polizia SIULP in una nota.

«Per le donne e gli uomini della Polizia di Stato, come ha dimostrato il Prefetto Manganelli, insieme alla quasi totalità dei sindacati di polizia, tra cui il SIULP, sul caso Aldrovandi, i valori sono quelli del massimo rispetto dei principi etici, morali e della democrazia oltre a quelli dei precetti previsti dalla legge. Per questo è indispensabile l’azione ispettiva al fine di censurare, se accertate, le responsabilità di chi anche in buona fede possa aver consentito una siffatta situazione autorizzando quella manifestazione. Il ruolo e le responsabilità ad esso collegate di autorità tecnica di Pubblica Sicurezza richiedono oltre alla conoscenza delle norme anche la professionalità e la capacità di comprendere quando un’azione, seppur legale, ai fini dell’ordine e della sicurezza pubblica non è opportuna e pertanto va negata».

«Ne hanno necessità tutti i poliziotti italiani – prosegue la nota – per tracciare un solco distinto e incolmabile tra chi si è reso responsabile, seppur moralmente, di questi fatti rispetto invece alla quasi totalità che quotidianamente si sacrifica personalmente e nei propri affetti anche familiari proprio per garantire che ciò non accada».

Il Segretario Generale del SIULP, Felice Romano, stigmatizza inoltre «l’incredibile richiesta di dimissioni avanzate nei confronti del Ministro Cancellieri per le sue equilibrate e opportune dichiarazioni fatte sul caso della manifestazione a Ferrara. Il Ministro ha operato nel totale rispetto non solo del suo Ministero e delle responsabilità che incombono su di esso ma, sottolinea Romano, lo ha fatto anche a difesa della totalità dei poliziotti che nulla hanno a che vedere con chi interpreta la propria funzione nel modo in cui ci ha mostrato a Ferrara».

«Per questo – conclude Romano – riconfermiamo la piena fiducia al Ministro Cancellieri e il totale appoggio alla doverosa e tempestiva azione che ha intrapreso. Per quanto riguarda gli attacchi diretti al SIULP sul voler sfuggire da discussioni scomode, è doveroso chiarire due aspetti: il primo riguarda la ricerca quasi spasmodica di una copertura politica che ha fatto registrare la presenza e la vicinanza dei promotori di quella manifestazione, a seconda dei momenti, sia nel centrodestra che nel centrosinistra e spesso, soprattutto in quest’ultimo caso accompagnati anche da “padrini” illustri. Il SIULP è e rimane equidistante dagli schieramenti partitici essendo nato dai valori del sindacalismo confederale unitariamente intesi e di cui, tutt’ora ne è permeato sino al DNA difendendoli contro tutto e contro tutti anche a costo di essere isolato».

«La seconda riguarda le affermazioni che più volte il SIULP ha indirizzato ai professionisti del disordine o a quanti nella piazza e dalla piazza, calpestando diritti altrui, hanno tentato di trarne vantaggi per se stessi: la difesa di un diritto anche quello prioritario, per chi è democratico e difende la democrazia non potrà mai passare attraverso la negazione o il calpestare i diritti altrui. Caro Ministro Cancellieri vada avanti e dimostri senza tentennamenti che se responsabilità ci sono state sono di pochi, pochissimi e questi non possono offuscare la dignità dei tanti che si sacrificano per il bene comune, per la difesa delle Istituzioni, per la legalità e per la democrazia. Ma soprattutto per quelli che per la democrazia della Polizia e dei poliziotti hanno pagato un duro prezzo. Lo dobbiamo anche a loro».

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