Al via le riprese del film poliziesco ACAB. Duro giudizio del SIULP: no a giudizi superficiali sui poliziotti

acabRoma, 12 apr – Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro e Marco Giallini: ossia Cobra, Negro e Mazinga, i poliziotti bastardi di A.c.a.b., l’acronimo di All cops are bastards che dagli skinhead inglesi degli anni Settanta è diventato slogan globale per la guerriglia urbana e tra gli ultras negli stadi. Li ha scelti Stefano Sollima, l’acclamato regista della serie tv Romanzo Criminale per il suo debutto sul grande schermo. Un esordio nel segno anche della cronaca visto che attraverso le loro storie si sfioreranno i più eclatanti episodi di cronaca urbana degli ultimi anni, dal G8 di Genova fino alla morte di Gabriele Sandri in un cortocircuito che inevitabilmente si rifletterà nel lavoro dei protagonisti e nelle loro vite private.

Le riprese cominciano a Roma e dureranno otto settimane, prodotte da Cattleya in collaborazione con Rai Cinema e co-prodotto per la Francia con Babe Films. A firmare la sceneggiatura: Daniele Cesarano, Barbara Petronio, Leonardo Valenti. Favino, Nigro e Giallini interpretano tre celerini da sempre abituati al confronto quotidiano con la strada e con la violenza, odiati che hanno imparato a odiare, sull’ispirazione dell’omonimo romanzo basato su una storia vera, A.C.A.B. del giornalista di Repubblica Carlo Bonini da cui è tratto il film. Il film vuole essere «un viaggio all’interno di un mondo chiuso e controverso, quello del reparto mobile, guardato con distacco da tutto il resto della polizia e con sospetto e diffidenza dai cittadini. Sulla loro pelle, Cobra, Negro e Mazinga impareranno ad essere bersaglio, ma senza accettare lo status quo. Piuttosto saranno orgogliosi di avere il privilegio di contrastare la violenza, anche con la forza, ma la forza di essere Stato».

Nel cast anche Domenico Diele, nel ruolo di Adriano e Andrea Sartoretti, il ”Bufalo” di Romanzo criminale, nel ruolo dell’ex poliziotto Carletto. «Sarà una storia tosta, forte, molto agganciata alla realtà, ma del resto è l’Italia di oggi – ha detto all’ANSA il regista -. Questa storia di celerini è anche un viaggio con la trama occulta di alcuni sconcertanti episodi, come l’assalto militare degli ultras a una caserma di Roma, la caccia al romeno nelle periferie dopo l’uccisione di Giovanna Reggiani e il delitto Sandri».

A tenere a battesimo al cinema Sollima è la Cattleya che aveva prodotto con Sky la serie tv Romanzo Criminale, la stessa società che il prossimo mese comincerà la produzione del film di Marco Tullio Giordana su Piazza Fontana, Romanzo di una strage, di cui in questi giorni si sta facendo il cast. Secondo le indiscrezioni ci saranno tra i protagonisti Fabrizio Gifuni e lo stesso Favino.

«La sensazione che si ha leggendo le parole del regista che segue il set del film ACAB fa pensare che ancora notevole e lunga è la strada che lo separa dai livelli artistici di Pasolini, che cita». Ad affermarlo è Felice Romano, Segretario Generale del SIULP.

«Pasolini, invece, da grande professionista e uomo di cultura, parlava di “fasce sociali” e assolutamente non citava posizioni politiche. Probabilmente una delle doti che ne hanno fatto un grande nome del cinema italiano. Auguriamo al regista maggiore riflessione sulle sue future parole».

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