Pozzallo (RG), la Guardia di Finanza denuncia clandestino ghanese

Ayoup-haroun-khalifaAveva tentato di entrare in Italia con documenti falsi. Pozzallo (RG) 15 ott – Continua l’attività di contrasto all’immigrazione clandestina da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane.
L’intensificazione dei controlli in tale settore e l’attività d’indagine condotta dai finanzieri e dai funzionari doganali ha portato nella giornata di ieri a denunciare a piede libero un giovane del Sudan, Ayoup Haroun Khalifa,  proveniente da Malta, il quale aveva tentato di fare ingresso sul suolo nazionale mediante l’utilizzo di  una carta d’identità e permesso di soggiorno palesemente falsi.
Al soggetto, dopo gli accertamenti di rito, venivano contestati i reati previsti dagli art. 497 bis e 648 del Codice Penale, nonché l’art. 5 comma 8 bis del testo unico sull’immigrazione (“utilizzo di permesso di soggiorno falso”). Il giovane veniva  denunziato a piede libero su disposizione dell’A.G. inquirente. Anche nella giornata odierna il lavoro, ma soprattutto l’acume investigativo dei militari della tenenza di Pozzallo e dei funzionari dell’agenzia delle dogane di Pozzallo ha dato i suoi frutti.
Infatti anche stamane un giovane proveniente da Malta, stavolta di origine sudanese, ha tentato di sbarcare sul territorio italiano mediante l’utilizzo di una carta d’identità fasulla.
Il soggetto dopo essere stato bloccato e identificato dalle fiamme gialle e dai funzionari, è stato condotto presso la casa circondariale di Modica (su disposizioni della Procura della Repubblica di Modica) per aver commesso il reati sopracitati.
Anche alla luce delle denunce e degli arresti eseguiti dall’Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di Finanza durante la settimana scorsa per violazioni molto simili a queste, nonché dell’operazione condotta dalle fiamme gialle che ha portato recentemente all’arresto di tre scafisti maltesi dopo un inseguimento a mare,  appare evidente che le organizzazioni criminali stiano adottando un metodo alternativo allo sbarco mediante l’utilizzo di barconi o di potenti imbarcazioni guidate da scafisti senza scrupoli per fare in modo che questi soggetti extracomunitari possano in qualche modo fare il loro ingresso in Italia.

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