Palermo: Guardia di Finanza scopre truffe per due milioni di euro

Guardia-di-Finanza8Sequestrati beni per un milione. Dall’inizio dell’anno scoperte frodi per 93 milioni di euro. Palermo, 4 ott – Due truffe per complessivi due milioni di euro sono stati scoperti dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito dell’operazione “Red Wine”. Sequestrati beni per oltre un milione di euro. L’ingente truffa è ai danni dello Stato a carico dei fondi previsti dalla Legge 488/92, norma in virtù della quale il Ministero delle Attività Produttive concede agevolazioni alle imprese che intendano perseguire investimenti produttivi di rilievo. L’indagine, avviata dalla Guardia di Finanza alla fine del 2009 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, ha portato alla scoperta di una truffa fatta dal tirolare di un’azienda vitivinicola nel territorio del Comune di Marineo (Palermo). L’imprenditore, attraverso l’utilizzo di fatture rivelatesi poi false, ha chiesto ed ottenuto dal Ministero per lo Sviluppo Economico un contributo ”a fondo perduto” pari a 1,1 milioni di euro. L’attività investigativa è stata condotta attraverso la verifica delle procedure amministrative previste dalla Legge 488 e l’analisi delle movimentazioni finanziarie e bancarie sui conti correnti riconducili, direttamente o indirettamente, al titolare dell’Azienda. Le indagini hanno consentito, in particolare, di individuare sia i pagamenti fittiziamente eseguiti a favore di numerosi fornitori – a fronte dell’emissione di fatture false per l’acquisto di costosi beni strumentali – sia i flussi finanziari con i quali l’indagato, mediante vari giroconti, è rientrato nella effettiva disponibilità del proprio denaro.

Attraverso le fatture false presentate al Dicastero per lo Sviluppo Economico e all’Agenzia delle Entrate, l’indagato ha ottenuto l’indebita concessione di ingenti contributi statali, nonchè rimborsi Iva non dovuti per oltre 625.000,00 euro. All’esito delle indagini, le Fiamme Gialle del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, in risarcimento dell’indebito finanziamento, hanno sottoposto a sequestro preventivo, ai fini della successiva confisca, beni nella disponibilità del reo per un valore di circa 1 milione di euro. Sono stati sequestrati, in particolare, l’opificio sede dell’Azienda vitivinicola al centro delle indagini, il 99% delle quote sociali di un oleificio comunque riconducibile all’autore della truffa nonchè diversi immobili e terreni. L’operazione segue di pochi giorni la conclusione di un’altra indagine nel settore, in cui le Fiamme Gialle della Compagnia di Bagheria, anche grazie ad una specifica analisi di rischio curata dal Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza (SCICO) di Roma e finalizzata al contrasto dell’illecita percezione di contributi comunitari su terreni sottoposti a confisca in quanto gestiti da organizzazioni mafiose – hanno riscontrato un articolato sistema di frode attraverso il quale un imprenditore agricolo del Comune di Belmonte Mezzagno, operante nel settore dell’allevamento bovini, è riuscito ad ottenere finanziamenti per oltre 230 mila euro su terreni sottoposti a confisca, da anni, per reati di stampo mafioso. Da un’attenta analisi della documentazione acquisita, è emerso che nelle dichiarazioni presentate per ottenere i finanziamenti, l’indagato, oltre ai terreni oggetto di confisca, aveva indicato appezzamenti di terra che, solo all’apparenza, erano intestati a terzi soggetti mediante contratti di comodato stipulati con l’imprenditore. I contratti si sono infatti rivelati falsi e, quindi, privi di valore giuridico

Nel corso delle indagini, i finanzieri hanno identificato anche un ultranovantenne, indicato nelle carte come legittimo proprietario del terreno, il quale ha negato di averlo mai acquistato, nonostante in calce ai documenti fosse riportata la propria firma, riconosciuta come veritiera. Questa incongruenza ha consentito, dopo mirati accertamenti, di rilevare ulteriori casi di frode, attraverso i quali l’imprenditore ha gestito, ricorrendo a terzi soggetti non sempre compiacenti, numerosi terreni per i quali ha poi presentato indebite richieste di finanziamenti comunitari. In tal modo, l’uomo si è reso responsabile del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, con il fine esclusivo di ottenere ingiusti profitti a danno della Comunità Europea ed è stato così denunciato alla Procura della Repubblica di Termini Imerese, oltre che segnalato alla Procura Regionale della Corte dei conti e all’Agea, ai fini del recupero delle somme indebitamente ottenute. Le due operazioni sono solo le ultime di una lunga serie di interventi della Guardia di Finanza di Palermo a tutela del bilancio nazionale e comunitario, volti ad impedire che le limitate risorse dello Stato vadano disperse o, peggio, diventino preda di truffatori ed associazioni criminali, a danno delle politiche di sostegno per le imprese e per le famiglie in difficoltà, messe a dura prova dall’attuale crisi economica e dalla recessione internazionale. Nei primi otto mesi di quest’anno, i Finanzieri della Provincia di Palermo, nell’ambito di 112 fra indagini e accertamenti, hanno scoperto e segnalato all’Autorità Giudiziaria casi di truffe, illeciti e irregolarità di vario genere sui finanziamenti pubblici per più di 93 milioni di euro. (Adnkronos)

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