Orologi costosi e mazzette in cambio di favori nella costruzione di case popolari: arrestato il direttore di ARCA Puglia

Bari, 5 dic – Nella mattinata di oggi militari della Guardia di Finanza – Comando Nucleo Polizia Tributaria di Bari hanno dato esecuzione a separate ordinanze emesse dall’ Ufficio G.I .P. del Tribunale di Bari, su richiesta della Procura della Repubblica, all’esito di complesse ed articolate attività d’indagine – anche con operazioni tecniche di intercettazione telefonica e c.d. ambientale – relative a condotte di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione in atti giudiziari, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, accesso abusivo ad un sistema informatico.

Il primo provvedimento è stato emesso nei confronti di Sabino Lupelli, attuale direttore generale di Arca Puglia Centrale, degli imprenditori Dante Mazzitelli, Antonio Lecce e Massimo Manchisi. Nei confronti del Lupelli, del Lecce e del Manchisi la misura applicata è stata quella degli arresti domiciliari, nei confronti del Mazzitelli quella interdittiva del divieto di esercitare attività imprenditoriali per la durata di un anno.

Le condotte di corruzione oggetto di contestazione concernono:

  • la ricezione illecita da parte del Lupelli di un orologio da polso del valore di circa 20.000 euro, dato al pubblico ufficiale da Dante Mazzitelli, amministratore di fatto e socio di Ing. ORFEO Mazzitelli s.r.l., impresa aggiudicataria della gara d’appalto indetta da Arca Puglia Centrale per i lavori di costruzione di tre fabbricati per complessivi 42 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica nel comune di Bari-Carbonara; la dazione è avvenuta il 7 febbraio 2017 nell’ufficio del Lupelli presso la sede di Arca Puglia Centrale; in precedenza il Lupelli, nella qualità di commissario straordinario di Arca Puglia Centrale aveva emesso varie delibere di approvazione di varianti in corso d’opera in favore dell’impresa gestita dal Mazzitelli e, successivamente alla consegna dell’orologio, aveva favorito il Mazzitelli rilasciando tempestivamente il visto di legittimità necessario e propedeutico alla liquidazione in favore dell’impresa della rata “a saldo” dell’importo di euro 90.200,32, oltre I.V.A.
  • la ricezione illecita da parte del Lupelli di numerosi “buoni elettronici” per l’erogazione di carburante (importo variabile di 50,00 e 100,00 euro) e di una somma non precisata di denaro contante, consegnati al pubblico ufficiale il 2 marzo 2017 da Antonio Lecce, amministratore e legale rappresentante di Aedes Aurora s.r.l., impresa aggiudicataria della procedura di appalto indetta da Arca Puglia Centrale per i lavori di costruzione nel quartiere “Mungivacca” di due fabbricati per complessivi 100 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica da destinare a studenti dell’Università e del Politecnico di Bari; quale corrispettivo dell’illecita dazione il Lupelli apponeva il visto di legittimità al progetto presentato in variante dall’impresa – propedeutico all’emissione del decreto 22 marzo 2017 dell’amministratore unico dell’ente – in tal modo asseverando il Progetto di riqualificazione energetica presentato da Aedes Aurora s.r.l. nell’ambito della “Segnalazione Certificata di Inizio Attività Anticendio” del 18 ottobre 2016, privo della preventiva valutazione del Comando dei Vigili del Fuoco sulla conformità del progetto alla normativa di prevenzione incendi;
  • la ricezione da parte del Lupelli di denaro od altra utilità, contenuto in due buste, al fine di favorire Massimo Manchisi e le imprese da esso amministrate CA.MA COSTRUZIONI s.r.l. e CAEMENTARIUS s.r.l., aggiudicatarie di procedure di appalto indette da Arca Puglia Centrale per i lavori di costruzione e ristrutturazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica nei quartieri “Sant’Anna”, “San Girolamo” e “Madonnella” di Bari; in corrispettivo delle dazioni – avvenute il 14 aprile ed il 15 giugno 2017 – il Lupelli impartiva direttive ed assumeva determinazioni per la nomina dei componenti della Commissione incaricata di esprimersi sulle “riserve” in aumento formulate dall’impresa CA.MA COSTRUZIONI s.r.l. per l’importo di 3.340713 euro, apponeva il visto di regolarità tecnica ed amministrativa propedeutico all’emissione di decreti in favore di CA.MA COSTRUZIONI s.r.l. e delle imprese consorziate CONS.ITAL-CAEMENTARIUS s.r.l., determinava personale dipendente di Arca Puglia Centrale a procedere all’affidamento diretto alle imprese consorziate CONS.ITAL-CAEMENTARIUS s.r.l., aggiudicatarie di appalto nel quartiere “San Girolamo” per complessivi 103 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica, di nuove opere e lavorazioni aggiuntive per un importo complessivo di 880.687,82 euro.

Il secondo provvedimento applicativo di misure coercitive è stato eseguito nei confronti dello stesso Lupelli, di Fabio Mesto, esercente la professione di avvocato, di Teresa Antonicelli, operatore giudiziario in servizio alla Procura della Repubblica di Bari, per i reati, ascritti in concorso, di corruzione in atti giudiziari, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. La misura applicata nei confronti del Lupelli, del Mesto e della Antonicelli è quella degli arresti domiciliari.

E’ stato accertato che la Antonicelli – su istigazione e determinazione del Lupelli e del Mesto, con i quali intratteneva un colloquio nella sede di Arca Puglia Centrale il 3 ottobre 2017, registrato dalle apparecchiature video ed intercettanti ivi installate – ha effettuato abusivamente lo stesso giorno presso gli uffici della Procura della Repubblica di Bari – utilizzando la password di accesso al profilo del sostituto dott.ssa Toscani, titolare del procedimento nei confronti del Lupelli, della quale aveva la temporanea disponibilità – varie interrogazioni nel registro informatico delle notizie di reato che le consentivano di acquisire informazioni riservate sulle persone sottoposte ad indagine, sui reati per i quali era intervenuta iscrizione nel registro informatico, sulle attività svolte e le richieste formulate dal P.M. nella fase di indagine preliminare , notizie che la Antonicelli, nel tardo pomeriggio dello stesso giorno, comunicava all’avv. Mesto – difensore di fiducia del Lupelli nell’indicato procedimento – portandosi presso il suo studio professionale.

Quale corrispettivo dell’infedele comportamento, la Antonicelli aveva richiesto l’intervento da parte del direttore generale di Arca Puglia Centrale per ottenere la sostituzione dell’immobile da essa occupato di proprietà di/gestito dall’ente con altra abitazione con caratteristiche di maggiore confortevolezza e/o comunque con diversa ubicazione, ricevendo la disponibilità del Lupelli che prometteva al pubblico ufficiale l’utilità sollecitata dalla Antonicelli, convocando immediatamente, alla presenza dell’Antonicelli e del Mesto, personale dell’ente ed impartendo direttive per soddisfare tempestivamente la richiesta.

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