Lotta all’evasione: la Gdf punta su sequestri e confische

gdf-controlli-fiscaliFari puntati anche sui professionisti coinvolti in frodi alla spesa pubblica e riciclaggio. Roma, 21 dic – (di Marco Mobili) Aggressione dei patrimoni a 360 gradi. E questo a prescindere dal fatto che l’azione di contrasto sia finalizzata a stanare gli evasori fiscali o coloro che frodano o sperperano denaro pubblico. Non solo. Secondo le linee guida diramate ieri dal Comando generale della Guardia di Finanza ai reparti operativi, l’attività del 2013 andrà nel solco dell’ azione intrapresa negli ultimi anni e che ha consentito di portare a casa risultati significativi nella lotta agli sprechi nella spesa pubblica.

È solo di ieri, per esempio, l’ultima scoperta di due falsi ciechi, uno a Milano da oltre 25 anni e uno a Trapani dal 2oo2. La strategia da seguire, secondo le direttrici della circolare, è quella di ricorrere in ogni situazione che lo consenta al sequestro o alla confisca per equivalente così da poter assicurare i crediti erariali e la tutela della spesa pubblica. Ciò che viene chiesto da via XXI Aprile ai reparti sparsi su tutto il territorio è un ulteriore affinamento dei processi di selezione dei target da sottoporre a controllo. Né sul fronte fiscale né tanto meno su quello di tutela della spesa le Fiamme Gialle puntano a controlli di massa. Sul fronte della spesa, ad esempio, si dovranno seguire percorsi ispettivi modulati in funzione della tipologia di comportamento illecito da contrastare. Da quello più semplice (falsi poveri e falsi invalidi) ai più compiessi e che spesso si concentrano su appalti truccati, indebite percezioni di contribuzioni pubbliche e reati contro la Pa.

In questo senso avranno sempre più un ruolo strategico i progetti realizzati dal Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, il reparto che ha il compito di effettuare analisi per individuare indici di rischio con riferimento a potenziali fenomeni di frode nel settore della spesa e predisporre, appunto, specifiche attività progettuali. L’obiettivo dichiarato è garantire una presenza ispettiva sempre più strutturata e omogenea, sia con riferimento alle diverse realtà del territorio nazionale che ai settori di intervento. Particolare rilievo assumerà nel 2013 anche l’avvio operativo della collaborazione con il Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa pubblica. In sostanza quando si parla di tutela della spesa pubblica i fari saranno puntati per l’intero 2013 sulla politica agricola comune, i finanziamenti all’editoria, le frodi ai fondi strutturali, le prestazioni sanitarie intramurarie, indebite percezioni previdenziali e assistenziali, prestazioni sociali agevolate, esenzioni dal ticket sanitario e il fondo europeo per la pesca. L’analisi del rischio dovrà essere alla base della lotta all’evasione. Dove riprenderà con vigore il contrasto all’evasione internazionale. A partire dai controlli transfrontalieri di valuta dove il prossimo anno sarà chiamata a giocare un ruolo di primo piano anche la componente aeronavale della Guardia di Finanza. Con quasi 7.500 chilometri di coste i buchi da coprire per non far scappare valuta, capitali, oro e titoli non sono pochi.

Un capitolo a parte con tanto di indicazioni strategiche per le attività da realizzare il prossimo anno è dedicata ai professionisti. Secondo il Comando generale, infatti, occorre mantenere alta la guardia anche nei confronti di questi contribuenti soprattutto nei riguardi delle categorie che presentano potenziali profili di contiguità con fenomeni propri di altri comparti, frodi alla spesa pubblica e riciclaggio. Ci sono poi i professionisti che sono alla base di pianificazioni fiscali aggressive dove spesso si arriva a sconfinare nell’abuso del diritto. In questo senso viene evidenziato nella circolare un altro fenomeno che si sta riscontrando negli ultimi anni e in particolare nell’evasione internazionale: la fuga di imposte.

È il caso ad esempio degli ultimi recenti casi fatti emergere nei confronti di provider o di motori di ricerca come Google. L’approccio trasversale della GdF consentirà al corpo di agire anche nel contrasto al riciclaggio, all’usura, alla contraffazione e la criminalità organizzata. Su quest’ultimo fronte l’attenzione si concentrerà anche al nord Italia dove è sempre più radicata la presenza di compagini mafiose.

Contrasto all’abuso del diritto con vincolo di contraddittorio

Contrasto all’abuso del diritto in prima linea nelle indicazioni diramate dal Comando generale della Guardia di Finanza. Le “istruzioni” specificano anche che dovranno essere contrastate le forme di pianificazione fiscale aggressiva che, a volte, vengono “sponsorizzate” da consulenti esterni per realizzare complesse forme di elusione o di esterovestizione. Il tutto, comunque, dovrà essere svolto procedendo al contraddittorio con il contribuente, in modo da rispettare un fondamentale principio affermato dalla giurisprudenza comunitaria nonché di quella che doveva essere la legge delega di riforma fiscale (che prevedeva la necessità del contraddittorio preventivo per i rilievi in tema di abuso). Sicuramente è corretto che l’azione dell’amministrazione sia rivolta a contrastare fenomeni di abuso o elusione. Importante, però, è che si tratti veramente di abuso o elusione. In diritto civile si afferma che l’abuso incomincia dove finisce il diritto. L’abuso del diritto sottintende un uso illegittimo di una norma, della quale viene aggiratala ratio.

Nel diritto tributario si può dire che si ha elusione o abuso del diritto quando il contribuente consegue un vantaggio fiscale indebito, che contrasta con la ratio della norma. Ed è proprio questo il punto: quando un vantaggio fiscale può essere ritenuto indebito oppure lecito? A volte, infatti, vengono fatte contestazioni richiamando fenomeni elusivi o di abuso del diritto perché il contribuente avrebbe ottenuto un risparmio d’imposta. Ma non è il risparmio d’imposta che identifica elusione o abuso; abuso o elusione si hanno quando si consegue un vantaggio fiscale illegittimo, che contrasta con la finalità di quel provvedimento. Oppure nelle verifiche o negli accertamenti vengono identificati come “abuso” fenomeni che hanno a che fare piuttosto con l’evasione. La stessa esterovestizione, per esempio, a cui fanno riferimento le linee guida della Gdf, non è un fenomeno che riguarda l’elusione, ma l’evasione. Si tratta di una presunzione in base alla quale, al ricorrere di determinati presupposti fissati per legge (si tratta, appunto, di una presunzione legale relativa) si presume che un soggetto sia residente in Italia. (Sole 24Ore)

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