La Guardia di Finanza sequestra 1.281 monete antiche

monete-finanzaRoma, 10 mag – La Guardia di Finanza ha individuato e denunziato due persone S.G. di Acate (RG) e G.B. di Niscemi (CL) alla Procura della Repubblica di Ragusa per traffico illecito di beni archeologici rinvenendo 1.281 monete antiche e altro materiale di valore di interesse storico ed artistico.

I Finanzieri di Vittoria al compimento di un’attività di analisi e di monitoraggio, realizzato in costante sinergia con la Soprintendenza sul fenomeno delle escavazioni clandestine, stanno verificando la posizione di alcuni soggetti dediti a questo fenomeno delittuoso di eccezionale gravità. I successivi approfondimenti sono stati diretti ad evidenziare anche i soggetti beneficiari del lavoro dei c.d. tombaroli e cioè i collezionisti irregolari e i trafficanti d’arte. A seguito di specifici pedinamenti sempre coordinati dalla Procura della Repubblica di Ragusa e in particolare dalla Dott.ssa Maone, le Fiamme Gialle sono intervenute all’atto della materiale cessione tra il possessore di 14 monete antiche e il collezionista.

Dopo il sequestro delle monete, venivano svolte delle perquisizioni nelle residenze e nelle pertinenze dei due soggetti che hanno consentito l’eccezionale risultato del ritrovamento di altre 1.267 monete antiche ed altro materiale di interesse archeologico. Le monete ritrovate sono rappresentative di tutte le epoche storiche a partire dalla Magna Grecia passando dal periodo Romano fino ad arrivare alle prime coniazioni del Regno d’Italia e quindi risalenti ad almeno 150 anni fa.

Di particolare pregio sono delle monete del periodo medievale sino ad alcune coniazioni del periodo di Carlo V.

Il ritrovamento nel suo complesso consentirebbe, secondo la Soprintendenza, un percorso museale di indubbio significato. Il traffico illecito di opere d’arte, soprattutto frutto dei ritrovamenti clandestini, è da sempre molto fiorente nella zona del Ragusano e in generale del Sud Est della Sicilia.

La normativa di riferimento è imperniata sulla legge 1° giugno 1939 nr. 1089 che contiene il principio che chiunque scopra fortuitamente cose mobili e quindi anche monete deve farne immediatamente denunzia alla Soprintendenza e provvedere alla temporanea conservazione. Lo scopritore può rimuovere solo per garantire la sicurezza fino all’arrivo delle autorità competenti, chiedendo eventualmente l’ausilio della Guardia di Finanza.

In sostanza le cose d’interesse storico archeologico e artistico da chiunque ritrovate e in qualsiasi modo sono automaticamente patrimonio dello Stato – come recita l’art. 826 del Codice Civile, in ogni caso, allo scopritore spetta una ricompensa che solitamente è di circa il 10% il valore del ritrovamento.

La Guardia di Finanza ritiene il servizio di Polizia Archeologica di particolare rilievo e vigila affinché il patrimonio storico culturale nazionale assolutamente primario nel contesto internazionale, circa il 40% dei beni artistici è italiano, sia preservato e tutelato. 

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