GUARDIA DI FINANZA:PROCESSO A SPECIALE;QUELLA VACANZA A PREDAZZO CON MOGLIE

RICOSTRUITA SETTIMANA IN MONTAGNA CONCLUSA CON CENA SPIGOLE. ROMA, 25 GIU – Una settimana di vacanza a Predazzo (Trento) per il generale Roberto Speciale (allora comandante della Guardia di finanza), con moglie, consuoceri ed un’altra coppia, il generale Salvatore D’Amato e consorte. Conclusa con la famosa cena delle spigole, fatte arrivare appositamente da Roma con un aereo Atr 42 delle Fiamme Gialle. Il soggiorno e’ stato ricostruito oggi al Tribunale militare di Roma, nel corso di un’udienza del processo in cui il generale e’ accusato di peculato militare, concorso in forzata consegna, abuso nell’imbarco di passeggeri.
Tra i testimoni, e’ stato ascoltato il colonnello Roberto Visintin, che in quell’estate del 2005 era il comandante della Scuola alpina della Gdf di Predazzo, dove dal 20 al 27 agosto soggiornarono Speciale ed il suo seguito di parenti ed amici. Ad un certo punto, ha ricordato Visintin, ‘il generale Speciale ci disse ‘voi qui pesce non ne mangiate mai, faro’ in modo di portarlo io”. Il pesce – 20-25 chili secondo il colonnello – arrivo’ il 26 agosto, il giorno prima della partenza dell’ex comandante della Guardia di Finanza. Una parte fu cucinata quella sera stessa ed il resto fu congelato e consumato in seguito dal personale della Scuola. ‘Quel pesce – ha rilevato Visintin – lui voleva donarlo alla Scuola, non lo fece portare per soddisfare le sue voglie’.
Ma proprio quel carico ittico e’ costato al generale l’accusa di peculato, per aver impiegato per fini diversi da quelli istituzionali uomini e mezzi del Corpo. Un altro dei testi ascoltati, il tenente colonnello Aldo Venditti, pilota dell’aereo che porto’ il pesce da Pratica di Mare (Roma) a Verona (l’Atr 42 non atterro’ a Bolzano, come previsto, a causa delle condizioni meteo), ha detto che quella mattina del 26 agosto lui sapeva di dover trasportare a Bolzano due autorita’.
Accanto all’aereo trovo’ invece un furgone con circa 10 casse di pesce. ‘A quel punto – ha affermato – io mi rifiutai di partire e chiesi spiegazioni ai miei superiori’. La situazione fu sbloccata dall’arrivo del generale Ugo Baielli, allora capo del Comando operativo aeronavale della Gdf – anche lui sotto accusa in questo processo – che ordino’ al pilota di partire.
Nuove udienze sono in programma nella prossima settimana, quando continueranno ad essere ascoltati testimoni. (ANSA)

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