Guardia di Finanza sequestra esplosivo nel corso di una verifica fiscale

esplosivo-gdfRoma, 17 mag – Mezzo chilo di esplosivo è stato rinvenuto da militari della Guardia di Finanza durante l’apertura di una verifica fiscale presso gli uffici di una società di Vittoria (RG). La bomba era in una scatola contenente anche l’innesco, anch’esso con potenzialità esplodenti.

La scoperta è avvenuta nel corso delle attività di ricerca documentazione in una società operante nel settore della commercializzazione di detersivi. L’esplosivo è stato rinvenuto in una “strana” scatola in cartone, in un armadio di uno dei soci della società sottoposta a controllo. I finanzieri della Tenenza di Vittoria sono stati subito allarmati dalle fattezze dell’ordigno, di indubbia fabbricazione artigianale: materiale esplodente (non ancora classificato) raccolto in carta da giornale, legato da spago e nastro adesivo; il tutto raccolto in pellicola trasparente da cucina. Il manufatto, del peso di oltre 460 grammi, sarebbe stato in grado di causare gravi danni ad ogni oggetto investito dalla sua deflagrazione.

All’interno della stessa scatola è stato poi trovato il detonatore che, per fortuna dei finanzieri, era posto a parte e non ancora inserito nel corpo della bomba. L’innesco, di tipo c.d. “fulminante”, è risultato simile a quelli tipicamente utilizzati per le mine da cava. Utilizzato da solo, ovvero senza neanche essere inserito nell’ordigno, esso ha già elevate capacità esplosive.

I finanzieri, increduli per il rinvenimento, hanno dovuto attuare tutte le dovute cautele nella manipolazione della confezione esplodente. Il perfetto stato di conservazione dei reperti rinvenuti, attesta la reale efficacia laddove fossero stati innescati. Certamente di potenzialità distruttiva e mortale, il manufatto avrebbe travolto e polverizzato ogni cosa nel raggio di 10 metri, senza considerare le ulteriori conseguenze derivanti da un’esplosione. Sono in corso indagini per accertare la provenienza dell’esplosivo e soprattutto l’effettivo uso previsto. Le analisi chimiche sull’esatto contenuto dell’ordigno diranno il resto sulla sua dannosità.

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