Guardia di Finanza, Rapporto 2016. Gen. Screpanti: impegno massimo contro terrorismo, mafia e corruzione

screpantiRoma, 16 mar – (di Vincenzo Virgilio) «Il finanziamento al terrorismo è un tema oggi prioritario. L’azione di contrasto della Guardia di Finanza si sviluppa su due piani: il piano preventivo, con l’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, assolutamente aumentate rispetto agli anni precedenti, e con le indagini di polizia giudiziaria».

Lo ha detto il Capo del III Reparto “Operazioni” del Comando Generale della Guardia di Finanza, Gen. D. Stefano Screpanti, rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione del “Rapporto 2016” delle Fiamme Gialle.

Tra i principali temi affrontati da Screpanti, proprio quello del contrasto al terrorismo e alle forme di finanziamento che lo sostengono.

Per quanto riguarda la Guardia di Finanza, «l’attenzione è massima sia sui fenomeni di macro finanziamento, ad esempio quei traffici di prodotti che potrebbero sostenere lo stato islamico, sia sui fenomeni di micro finanziamento, con un’azione molto pressante e ravvicinata anche sui circuiti di money transfer», ha precisato.

CORRUZIONE NELLA PA

La lotta alla corruzione nella Pubblica Amministrazione e negli appalti pubblici è un’attività che ha visto, anche nel 2016, le Fiamme Gialle in prima linea con numerose azioni di contrasto.

Un fenomeno seguito in maniera costante dalla Guardia di Finanza, «con iniziative organizzative – ha spiegato Stefano Screpanti -. Dal 2015 è attivo un nucleo speciale anticorruzione, che opera in stretta sinergia con l’autorità operante per l’anticorruzione, e in ogni capoluogo di provincia è presente una sezione anticorruzione. Abbiamo migliorato la capacità di analisi tecnologica con un nuovo applicativo informatico di monitoraggio dei contratti pubblici che ci consente di avere dei segnali di rischio sulle procedure di appalti potenzialmente irregolari e di intervenire laddove abbiamo un indice abbastanza evidente di irregolarità, questo determina anche l’alta percentuale di irregolarità sul complesso degli appalti che controlliamo».

Una lotta alla corruzione riconosciuta anche fuori dai confini nazionali. «Gli organismi internazionali, tra cui la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite, pur evidenziando che la percezione della corruzione in Italia è diffusa, hanno sottolineato gli avanzamenti fatti dal nostro paese nel settore con l’istituzione di autorità specifiche e competenti, citando espressamente anche la Guardia di Finanza – ha proseguito Screpanti -. Credo che la collettività debba confidare sul fatto che esistono organismi che vigilano, controllano e fanno indagini diffuse contro questo fenomeno».

AZIONI ANTIMAFIA

Il Generale Stefano Screpanti ha poi affrontato un altro tema cruciale: quello della criminalità organizzata e delle azioni svolte per colpire i patrimoni di mafia, camorra e ‘ndrangheta.

Importante, in questo senso, la normativa nazionale antimafia, «assolutamente straordinaria: dà agli organi di controllo e alla magistratura importantissimi strumenti che sarebbe bello fossero diffusi in più paesi possibili al di fuori dell’Italia – ha precisato -. Una normativa antimafia che consente di sottoporre a sequestro ricchezze riconducibili a indiziati mafiosi anche in assenza di una formale condanna. Uno strumento straordinario che dal 2011 è stato reso applicabile anche a chi è sospettato di vivere abitualmente con proventi di crimini economico finanziari, anche fiscali – ha spiegato -. Il sequestro antimafia è oggi una misura contro la grande evasione, contro le frodi organizzate. Noi riscontriamo ogni giorno l’importanza di questi strumenti e pensiamo che estenderli anche altrove potrebbe essere utile, tenuto conto che gli interessi della mafia, della camorra e della ‘ndrangheta sono sempre più transnazionali».

CONTRABBANDO DI SIGARETTE

Il Generale Stefano Screpanti ha parlato infine del contrabbando di sigarette, un fenomeno in calo rispetto agli anni novanta nel nostro paese, divenuto sempre più luogo di transito dei traffici illeciti, anche se in Italia «esistono ancora piazze tradizionali», ha spiegato Screpanti precisando che quello che si viene a concretizzare nella nostra penisola non è più un “contrabbando puro”: ad essere commercializzate sono infatti sempre di più «sigarette prodotte legalmente nei paesi di provenienza, ma non commerciabili in Italia perché contrarie alle regole e agli standard in termini di sicurezza – ha concluso -. Un problema di pericolo anche per la salute, dunque, che noi affrontiamo ogni giorno con indagini e un continuo controllo del territorio».

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