Guardia di Finanza: 468.171 “skifidol slime” ritirati dal mercato

SKIFIDOL_slime_sequestroRoma, 1 feb – Le ditte responsabili dell’importazione, distribuzione e commercializzazione del giocattolo skifidol slime hanno ottemperato all’ordine di ritiro dal mercato del prodotto impartito dal Ministero della Salute. Ai soggetti sopracitati, inoltre, era stato richiesto di attuare una corretta informazione ai consumatori, relativamente alla pericolosità del prodotto.
Il procedimento che ha portato al sequestro della gelatina venduta come gioco per bambini era partita dalla Procura della Repubblica di Modica.
In particolare, a seguito delle indagini svolte dai militari della Guardia di finanza di Ragusa che si concludevano con la denuncia a piede libero dei rappresentanti legali delle società che avevano curato la diffusione in Italia del giocattolo prodotto in Cina per violazioni al codice del consumo, il Procuratore Puleio si era rivolto direttamente al Ministero della Salute per fare in modo che non venisse messa a repentaglio la salute di migliaia di bambini che giocavano con la sostanza ritenuta pericolosa.
I periti nominati dalla Procura infatti avevano rilevato che “il prodotto si può rompere in piccoli pezzi che è molto facile ingerire o introdurre nel naso” e che in quel caso «c’è il pericolo di gravi danni alle vie respiratorie in quanto la rimozione della gelatina è molto difficoltosa perché non è afferrabile con pinze o uncini e potrebbe dunque provocare un’insufficienza respiratoria di non facile risoluzione», oltre al fatto che «la sostanza è poco visibile anche con esame radiologico».
Come si evince anche dal sito ufficiale del Ministero i barattoli sequestrati sono 468171, una piccola parte a fronte dei 6 milioni circa di barattoli importati dalla Cina, ma dal momento che il giocattolo era già nelle edicole dall’estate 2009, a causa dell’inevitabile processo di essiccazione lo stesso ha mutato le sue caratteristiche fisiche, in alcuni casi infatti è del tutto evaporato.
Va evidenziato che le indagini e gli accertamenti volti a delineare i profili di responsabilità continuano, sia da un punto di vista penale, da parte della Guardia di Finanza e della Procura della Repubblica di Modica, sia da un punto di vista amministrativo da parte del Ministero della Salute anche al fine di estendere il ritiro dal mercato attraverso il sistema di allerta Rapex anche dal circuito dei 27 Stati membri dell’ U.E.

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