Cocer Guardia di Finanza: «in questo Paese chi rispetta le regole è sistematicamente fregato»

COCER-gdfRoma, 18 gen – «Ci risiamo! In questo Paese, chi lavora in silenzio, con responsabilità, rispettando le regole è sempre sistematicamente fregato. Tutti gli altri dipendenti pubblici (quelli privatizzati) hanno potuto utilizzare la contrattazione integrativa, prima, per ottenere, sotto forma di premi, incrementi stipendiali molto superiori ai nostri e, poi, per attenuare gli effetti dei tagli stipendiali, girando gli oneri sul turn-over e sulla funzionalità delle proprie amministrazioni».

E’ quanto si legge in una nota del Cocer delle Fiamme Gialle.

«Anche il personale della scuola ha recuperato interamente i propri scatti di anzianità 2012 e 2013, attraverso la contrattazione integrativa, con l’utilizzo di risorse attinte dal turn-over e dal MOF (sostanzialmente, lo straordinario delle forze di polizia e le missioni internazionali delle Forze Armate), così come già aveva fatto per il 2010 ed il 2011».

«Mentre noi (quelli specifici) abbiamo dovuto sopportare un taglio stipendiale più pesante rispetto agli altri pubblici dipendenti (proprio a causa della specificità delle carriere e della dinamica salariale), subire interpretazioni di norme contrattuali imposte per legge per sovvertire pronunce della giustizia amministrativa e subire il taglio delle spese per missioni, per il vitto e per la sicurezza sul lavoro».

«E sempre noi (quelli specifici) non abbiamo ricevuto e non riceviamo nemmeno un euro di tutti i risparmi derivati dal blocco del turn-over (migliaia di unità in meno) e dai processi di razionalizzazione delle nostre amministrazioni. Ma abbiamo comunque continuato a garantire gli stessi rendimenti e gli stessi servizi. La nostra amministrazione, infatti, al pari delle altre Forze di polizia ha responsabilmente continuato a garantire tutti i servizi ed a chiedere lo sblocco del turn-over, ma questo se, da un lato, ha mantenuto l’efficienza, dall’altro, non ha consentito di recuperare risorse per le retribuzioni del personale».

«Oggi ci presentano provvedimenti legislativi (come il riordino dei ruoli o la riforma della rappresentanza) di mero marketing politico/sindacale, superficiali, disorganici ed assolutamente inidonei a risolvere i cronici problemi del comparto, anzi! Se qualcuno pensa che specifico è sinonimo di fesso, se qualcuno pensa di comprare il nostro silenzio con un’altra scatola vuota, come si è poi dimostrata la norma sulla specificità approvata nel 2010, stavolta si sbaglia di grosso. Siamo pronti a discutere, ma prima di pensare al futuro si deve necessariamente sanare il passato. Più che proporci favole ed illusioni a costo zero, ci aspettiamo proposte concrete per reintegrare completamente le retribuzioni 2013 e cancellare il taglio per il 2014».

«Non si può più continuare a prenderci in giro con la favola della specificità. Non si può più continuare a garantire gli stessi servizi con risorse minori, scaricando costi e sacrifici sul personale. Non si può più continuare a fare i responsabili in un Paese che continua premiare solo i furbi. Non possiamo più continuare a lavorare in silenzio, di fronte ad una politica che ci sta costringendo a ricorrere alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere uno strumento di rappresentanza esterno all’amministrazione con dignità sindacale già, da tempo, riconosciuto agli altri poliziotti italiani ed europei».

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