Bologna: ex generale si suicida durante una perquisizione, aperta un’inchiesta

finanza-auto1Bologna, 2 lug. – Il pm della Procura di Bologna, Valter Giovannini, ha aperto un fascicolo per il suicidio del generale della Guardia di Finanza in pensione A. C. che ieri mattina si è tolto la vita durante una perquisizione da parte dei suoi colleghi. Il reato ipotizzato è istigazione al suicidio. L’apertura del fascicolo è più che altro un atto tecnico necessario per eseguire gli accertamenti sul cadavere, come ad esempio l’autopsia, e a pagare i consulenti. Il suicidio è avvenuto verso le 7 quando 3 finanzieri si sono presentati nella sua abitazione di via Nadi, alla periferia del capoluogo emiliano, con un provvedimento firmato dal pm Antonella Scandellari. Il generale è indagato con altre 9 persone, tra cui 4 militari  della Guardia di Finanza in servizio, nell’ambito dell’inchiesta “Rimini Yacht”, la società riminese accusata di una maxi truffa con sede sotto le Due Torri in cui C. aveva rivestito per alcuni mesi la carica di amministratore. I reati ipotizzati a vario titolo sono corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio, omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Secondo l’accusa C. avrebbe convinto i finanzieri a falsificare la verifica fiscale ai danni della Rimini Yacht cominciata la scorsa primavera e conclusa con un esito negativo. Dopo aver fatto accomodare i tre militari, il generale ha letto il provvedimento e ha chiesto di potersi recare in camera da letto per vestirsi. C. è stato accompagnato fino all’uscio dove ha chiesto di poter essere lasciato da solo poi ha preso dall’armadio una pistola Glock 9×21, regolarmente denunciata e si è sparato un colpo alla tempia. (Adnkronos)

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