Associazione finanzieri, no ad una militarità pericolosa: guardia di finanza moderna oppure smilitarizzata

guardia-di-finanza-pattugliaRoma 20 settembre – Il Direttivo nazionale dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà ha preso in esame la situazione del Corpo militare della Guardia di finanza, con particolare riferimento alle cronache giudiziarie e giornalistiche che stanno portando all’attenzione del Paese i nomi di alcuni dei più alti vertici dell’istituzione.

“Il Direttivo – si legge in una nota della’associazione – ha ritenuto che debba essere garantito nel principale organismo di polizia economica e finanziaria del Paese un livello di trasparenza nella gestione molto più elevato dell’attuale, che si presenta, in tutta evidenza, carente e completamente inadeguato”.

“Nonostante le precise regole della disciplina militare e del vigente codice deontologico, infatti, sembra sia stato possibile ad alcuni generali di creare cordate interne, avviare lotte di potere e porsi alla ricerca di amicizie e raccomandazioni con personaggi attualmente in carcere o latitanti. Fatti, questi, che riportano alla memoria i giorni dolorosi e laceranti dello Scandalo dei petroli e della Tangentopoli milanese”.

“Per tali motivi, per rispettare il lavoro di tantissimi onesti, capaci e preziosi servitori dello Stato, che dimostrano ogni giorno di saper condurre indagini economiche e finanziarie di tanta e tale difficoltà tecnica, chiediamo che tutti coloro che ne hanno la responsabilità non chiudano gli occhi e non facciano finta di nulla. Se confermate, si tratta di violazioni disciplinari e deontologiche gravissime, tanto più gravi quanto pia elevato e il grado militare di chi sembrerebbe averle commesse e che, quindi, non possono passare inosservate, come si ha l’impressione si stia facendo a giudicare dai nuovi prestigiosissimi incarichi assegnati agli alti Ufficiali rirnasti coinvolti. Si avviino, invece, con immediatezza, accertamenti rigorosi e pubblici e si assumano al più presto, nelle more, i necessari provvedimenti cautelativi negli impieghi, come si fa per ogni finanziere, dimostrando così, con i fatti, che, come l’etica e i codici militare impongono, non ci sono misure e pesi diversi in ragione del grado militare ricoperto”.

“Inoltre – conclude la nota -, e più in generale, o la Guardia di finanza introduce, da subito, meccanismi che garantiscano la totale trasparenza di trasferimenti, impieghi e carriere, dimostrando che scelte così delicate dipendono esclusivamente dalla capacità di produrre servizi di qualità per i Cittadini, oppure si proceda senza ulteriore indugio alla sua smilitarizzazione trasformandola in un organismo civile di polizia alle dipendenze del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

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