Ammorbidisce una verifica, maresciallo della GdF arrestato a Rimini

finanza_autoEra già stato condannato nei mesi scorsi per concussione. Rimini, 2 mag – La Guardia di Finanza di Rimini ha arrestato il maresciallo aiutante delle Fiamme Gialle riminesi, Marco Ciucci, 50 anni, originario di Macerata, ma residente a Riccione. I reati contestati sono falso materiale ed ideologico, corruzione, nonchè collusione con estranei per frodare la Finanza. E’, in sostanza, accusato di aver “ammorbidito” per denaro una verifica.

Ciucci, era già stato arrestato in flagranza dai carabinieri lo scorso 21 ottobre e condannato per concussione in direttissima a 2 anni e 8 mesi. Oggi il nuovo arresto; si trova in carcere a Rimini. Le indagini, del comando compagnia di Rimini della Gdf, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, sono partite proprio dai fatti di ottobre quando il maresciallo era stato arrestato in flagranza dopo che si era fatto consegnare una mazzetta da 500 euro dal proprietario di un appartamento affittato in nero. Le indagini successive hanno permesso di scoprire nuovi addebiti. Nell’ordinanza firmata dal gip, Fiorella Casadei, che ha portato all’arresto odierno, si fanno nuove ipotesi a carico del militare. Incaricato di un controllo fiscale su un affitto in nero, dopo che un’inquilina aveva fatto un esposto contro il padrone di casa, il maresciallo avrebbe costruito ad hoc un nuovo esposto falsificando le firme e sostituendolo all’originale. Tutto per fare “uno sconto” (in termini di anni da accertare) e far risultare meno anni di affitti in nero: dal 2009 al 2011, anzichè dal 2005 al 2011 come invece da esposto originale.

Un “favore” che il maresciallo aveva fatto al padrone di casa, facendosi consegnare questa volta 5.000 euro. Indagato a piede libero anche il proprietario dell’appartamento di Riccione, L.S., un 69enne riccionese, che aveva affittato la casa per 600 euro al mese non dichiarando alcunchè. ”Un’operazione di trasparenza condotta dalla Guardia di Finanza – ha detto i comandante Mario Venceslai -. Non c’è cosa peggiore che non poter aver fiducia nei confronti dei propri collaboratori”. (ANSA)

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