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Lavoro straordinario: la UIL vince al TAR

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uil_penitenziariDe Fazio: “ora intervenga Ionta”. Roma, 8 ott - Sin dal 2007 la UILPA Penitenziari aveva denunciato l’irregolarità nel calcolo del lavoro straordinario per il personale del Corpo di polizia penitenziaria che si registrava presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia ed, analogamente, pressoché in tutte le sedi penitenziarie della Calabria e dell’intero Paese.
Non avendo ottenuto risposte – come sin troppo spesso accade – attraverso i consueti canali afferenti alle relazioni sindacali, Gennarino De Fazio, della Direzione Nazionale della UILPA Penitenziari, ha intentato un ricorso per ingiunzione al TAR della Calabria.
Il TAR, pronunciatosi con il decreto n. 8 dell’ 11 settembre 2009, ha ingiunto all’Amministrazione penitenziaria di corrispondere all’interessato oltre 3.000 euro per lavoro straordinario prestato e non retribuito negli anni 2007 e 2008, nonché gli interessi legali ed il rimborso di onorari e spese.

In proposito De Fazio dichiara: “non sono certo soddisfatto. Il sindacato che ricorre alla via giudiziaria per ottenere l’affermazione del diritto abdica in qualche misura al proprio ruolo da esplicarsi nelle sedi deputate e si affida alla magistratura. Tuttavia in un sistema del tutto autoreferenziale dove ogni dirigente penitenziario può impunemente oltraggiare il diritto pure sbeffeggiando le direttive degli organi superiori della stessa amministrazione, tal volta, come in questo caso, il ricorso alla via giudiziaria è davvero inevitabile”.

Poi prosegue: “per di più il problema è tutt’altro che risolto. Riguarda migliaia di operatori di polizia penitenziaria che in questi anni sono stati letteralmente defraudati di quanto spettava loro per parte del lavoro straordinario che sono stati costretti ad espletare. Il mio ricorso serviva solo a fare da testa d’ariete per dimostrare la validità delle nostre ragioni ed indurre l’Amministrazione penitenziaria a sanare tutte le situazioni analoghe che risultano ancora pendenti. Per questi motivi ieri ho formalmente chiesto l’intervento diretto del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Franco Ionta. In mancanza la UILPA Penitenziari, a livello regionale, ma anche nazionale, non esiterà ad intentare migliaia di ricorsi”.

E poi conclude: “d’altronde lo stesso Capo del DAP, solo qualche giorno addietro, ha dovuto prendere carta e penna per spiegare con una nota ufficiale ai dirigenti dell’Amministrazione quali sono le rispettive prerogative e che le disposizioni impartite dal centro non possono essere disattese dalla periferia. Quasi a voler ricordare ai dirigenti periferici che non hanno certo ricevuto un’investitura divina. Ora, il presidente Ionta, dovrebbe appurare anche se a causa dell’inosservanza di quelle disposizioni da parte del dirigente-luminare di turno l’Amministrazione e, dunque, la collettività sarà costretta a maggiori esborsi”.

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