Napoli, 5 set - “Ci chiediamo fino quando il Ministro Alfano e il Governo Berlusconi potranno continuare a fingere di ignorare quanto accade all’interno delle nostre prigioni.
Tra suicidi, aggressioni, ferimenti e celle in fiamme pare di essere alla frontiera di un campo di guerra. Solo nell’ultima settimana una decina di agenti penitenziari hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere per le ferite riportate a seguito di aggressioni subite da detenuti. In queste ore il numero dei ristretti è salito a 64mila a fronte di una capienza di 43mila posti. Il degrado, l’inciviltà, l’emarginazione, la violenza e la sopraffazione del diritto sono i tratti distintivi del sistema penitenziario italiano oramai alla deriva e prossimo al naufragio sullo scoglio dell’insensibilità e dell’immobilismo politico. Perché è chiaro a tutti che la questione penitenziaria è una questione sociale, una questione di ordine pubblico e una questione politica”Da Napoli Eugenio SARNO, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, aprendo i lavori della Direzione Regionale ha parlato anche del preoccupante fenomeno delle aggressioni a poliziotti penitenziari
“ Abbiamo più volte sollecitato il Ministro Alfano a riprendere il confronto con le rappresentanze sindacali della polizia penitenziaria per discutere su un piano di implementazione degli organici e un disegno di razionalizzazione nell’impiego delle risorse umane. Troppi gli sprechi, troppi i privilegi e i privilegiati nel mentre in prima linea si continua ad esser oggetto di aggressioni e ferimenti. E’ innegabile che le donne e gli uomini del Corpo di polizia penitenziaria stiano pagando un prezzo altissimo al dovere di mantenere l’ordine e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. Negli ultimi 18 mesi sono circa 800 i poliziotti feriti. Nel silenzio e nell’indifferenza del Ministro, del Governo, della politica e dell’intera Amministrazione Penitenziaria . Ciò offende, deprime, demotiva, alimenta la rabbia e la frustrazione. Il Ministro Alfano, il Governo Berlusconi diano un segno tangibile di presenza ed attenzione . Da Gennaio- ha sottolineato SARNO - ai poliziotti penitenziari non vengono pagati gli straordinari e le missioni. Nelle buste paga ancora non c’è traccia degli adeguamenti salariali concordati ad Aprile con il Governo . Nonostante questo strame del diritto la polizia penitenziaria continua a dare prova di alto senso del dovere. Appare utile sottolineare come gli evasi di Voghera e Monza siano stati ripresi e riassicurati alla Giustizia da colleghi che hanno operato liberi dal servizio, quindi occupando il loro tempo libero e senza alcuna retribuzione.“
SARNO non abbandona la speranza che in Parlamento si apra un confronto sulla questione penitenziaria
“ Abbiamo sollecitato , sostenuto e partecipato all’iniziativa promossa dai Radicali Italiani Ferragosto in carcere nella convinzione che una ritrovata attenzione e, soprattutto, una nuova consapevolezza dello stato in cui versano i nostri penitenziari avrebbe potuto favorire un confronto politico e parlamentare “apartisan” su un dramma che non investe solo i 64mila detenuti e i circa 42mila operatori penitenziari ma attiene alla civiltà, in questo caso gravemente compromessa, di un Paese moderno e all’avanguardia come l’Italia. Voglio credere e sperare che la politica attenzioni realmente alla questione penitenziaria . Pertanto non posso non prendere atto con favore di quanto dichiarato ieri dall’ On Vitali ( responsabile nazionale dell'ordinamento penitenziario del PdL), sulla necessità di nuove norme e di una disponibilità concreta da parte del DAP al confronto con le OO.SS. La speranza è che il Ministro Alfano tenga conto, almeno, di queste posizioni interne alla maggioranza che sostiene il Governo . In fondo – ha concluso il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari - se oggi si torna a parlare di amnistia è proprio perché nemmeno il Governo Berlusconi, alla pari del Governo Prodi, ha voluto e saputo individuare e attuare quelle soluzioni strutturali atte a deflazionare il sovraffollamento. Implementazione degli organici, un maggior ricorso alle pene alternative,la modifica delle norme sanzionatorie , una nuova concezione della pena, la revisione della legge Cirielli sulle recidive e benefici di legge, lo snellimento dei tempi processuali nell’ambito di una vera riforma della Giustizia sono le soluzioni vere e strutturali che servono nell’immediato. Poi ci sarà tempo per parlare di edilizia penitenziaria e del piano carceri, più che mai specchietto per le allodole privo com’è dei necessari finanziamenti “









