[VIDEO] Potenza: disabili picchiati in una struttura religiosa, le immagini dei NAS

Potenza, 26 mar – In data odierna, al termine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica e delegate al N.A.S. Carabinieri di Potenza, è stata data esecuzione all’ordinanza del G.I.P. di Potenza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di Adorno Giovanni (assistente ai disabili), Briscese Vincenzo (educatore), D’argenzio Filippo (educatore), Di Tria Sergio (educatore), Divietri Rocco (educatore), Genosa Bartolomeo, Marilli Salvatore e Mollica Michele (tutti e tre assistenti ai disabili).

Divieto di dimora nei rispettivi comuni nei confronti di Paradiso Sebastiano (educatore), Pugliese Michele (educatore), Santoliquido Donato (educatore) e Pepe Gerardo Antonio (coordinatore degli educatori e degli assistenti disabili), Cipollone Angelo (Padre Angelo dei Padri Trinitari), direttore e legale rappresentante dell’Istituto Medico Psico-Socio Pedagogico “ADA CESCHIN PILONE“.

Sospensione ed interdizione dalla professione invece a carico di: Germano Michele (neuropsichiatra infantile) e Mango Francesco (medico chirurgo specializzato in psicologia clinica, dipendente dell’Istituto Medico Psico-Socio Pedagogico).

Il procedimento – si legge in una nota della Procura – penale ha tratto origine da una denuncia della madre di un paziente che più volte aveva notato sul corpo del figlio ematomi e graffi rispetto ai quali, però, il personale dipendente del centro di riabilitazione, una volta interrogato, forniva sempre spiegazioni evasive e di comodo.

Le indagini condotte con l’ausilio di attività tecnica (intercettazioni audio­video e telefoniche), ispezione sui luoghi, acquisizione di documentazione sanitaria, escussione di parenti dei pazienti e, non per ultimo, consulenza tecnica eseguita da esperti psicologi e psichiatri, anche attraverso test ai pazienti, hanno permesso di rilevare una serie continua di maltrattamenti effettuati per mezzo di una contemporanea perpetrazione di condotte di tipo sia commissivo che emissivo in danno di taluni pazienti affetti da gravissime disabilità psico-fisiche ricoverati presso l’Istituto in questione.

In particolare, questi, ancorché affidati alla relativa vigilanza e cura anche di tipo riabilitativo, sono stati costretti, tra l’altro, a subire nel tempo un inaccettabile e penoso sistema di vita quotidiano caratterizzato da un generalizzato clima di sopraffazione e violenza nei loro confronti, nonché da una deliberata indifferenza e trascuratezza rispetto ai loro elementari bisogni esistenziali affettivi e riabilitativi.

Le intercettazioni video hanno consentito di disvelare maltrattamenti consistiti in percosse quali calci, pugni, schiaffi e trascinamenti a terra per spostare i pazienti dal corridoio alle stanze, mentre, rispetto ad altri ricoverati, è stata constatata la totale assenza di attività ludico-ricreative­riabilitative con completo disinteresse da parte del personale dipendente.

Inoltre, dall’esame delle 22 cartelle cliniche e diari clinici sottoposti a sequestro si è riscontrato che gli unici due medici presenti avevano omesso di registrare negli anni l’invio al pronto soccorso di alcuni pazienti per ferite lacero contuse varie e traumi cranici.

I reati contestati sono concorso in maltrattamenti e falsità ideologica ed omissione di atti d’ufficio.

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