Venezia: straniero sequestra due giovani e li minaccia con katana, arrestato

venezia-carabinieriVenezia, 12 nov – Sabato pomeriggio i carabinieri del Nucleo Natanti, a seguito delle indagini effettuate, hanno tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficiale un noto straniero residente in città.

In particolare, lo straniero, Solbes Casabuena Sergio Manuel, nato Alcoy (Spagna), nella notte tra venerdì e sabato, dopo aver conosciuto in un locale del centro storico due studenti (un giovane e una ragazza), li aveva invitati a casa propria per continuare a bere qualcosa e parlare insieme. Dopo un po’ che questi erano giunti a casa sua, a Castello, probabilmente anche a causa dell’eccessiva assunzione di alcoolici, la situazione sarebbe degenerata, con lo straniero che ha mutato repentinamente umore nei confronti degli ospiti. Infatti lo stesso, impedendo loro di lasciare casa sua, iniziava a inveire nei loro confronti e a minacciarli di morte laddove se ne fossero andati, brandendo dapprima una spada di tipo giapponese (katana), poi un coltello da sub e, infine, asserendo di avere in tasca una pistola.

La situazione per gli sventurati giovani si risolveva solo dopo circa 2 ore e mezza di trattative e inviti alla ragione, quando sopraggiungeva un amico della coppia che li aiutava a fuggire da una finestra, dopo aver forzato il lucchetto che la teneva chiusa. Nel frattempo giungevano anche i Carabinieri del Nucleo Natanti allertati dal citato amico, che soccorrevano i giovani e ne raccoglievano le dichiarazioni, ponendo sotto sequestro la katana. Tuttavia sul momento non rintracciavano lo straniero che si era reso irreperibile, probabilmente fuggendo da altro lato dell’abitazione.

Le successive indagini proseguite nottetempo e nel corso della giornata di sabato consentivano di ricostruire compiutamente l’accaduto. Inoltre, militari in divisa e in abiti civili setacciavano il centro storico alla ricerca dello straniero che veniva infine individuato nel primo pomeriggio. Con lo stesso si procedeva alla perquisizione della casa ove venivano rinvenuti due coltelli da sub analoghi a quelli impiegati dallo stesso per minacciare i giovani e posti sotto sequestro, mentre non vi era traccia di alcuna arma da sparo. Nel corso delle operazioni lo straniero, ancora sotto i fumi dell’alcool, aggrediva ripetutamente verbalmente e fisicamente i militari operanti prima per impedire o intralciare loro nella perquisizione e poi perché non voleva essere accompagnato a San Zaccaria per la compilazione degli atti. A quel punto i militari hanno dovuto procedere al suo arresto in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale e ammanettarlo in modo da renderlo inoffensivo.

Al termine delle formalità di rito lo stesso veniva accompagnato al carcere di S.Maria Maggiore e deferito all’autorità giudiziaria in stato di arresto per la resistenza e in stato di libertà per il sequestro di persona, le minacce aggravate e la detenzione e uso delle citate armi. Nella mattinata odierna, a Mestre, si è tenuta l’udienza di convalida e giudizio direttissimo nei suoi confronti, concludendosi con la convalida dell’arresto e la sua condanna a 8 mesi di reclusione.

Per quanto concerne, invece, gli altri capi d’imputazione (il sequestro di persona e le minacce aggravate dall’uso delle armi) la sua posizione è stata stralciata in attesa di specifico giudizio.

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