Venezia, pesca abusiva: blitz dei Carabinieri

veneziaVenezia, 8 gen – Un blitz del Nucleo Natanti Carabinieri di Venezia contro la pesca abusiva di molluschi in laguna ha portato, ieri sera, alla denuncia di tre pescatori, il sequestro di un’ imbarcazione con relativa attrezzatura vietata e oltre 630 kg di vongole. La scorsa sera, i Carabinieri del Nucleo Natanti di Venezia, nell’ ambito delle attività preventive e repressive del fenomeno della pesca illecita e successiva commercializzazione fraudolenta di molluschi in laguna, coordinate dal Comando Provinciale Carabinieri di Venezia – hanno effettuato un servizio per verificare la presenza di pescatori abusivi nelle aree vietate a ridosso del Canale dei Petroli. Durante la perlustrazione lagunare sono state notate numerose imbarcazioni professionali e non con a bordo persone intente alla pesca abusiva di molluschi in una vasta area prospiciente al Canale dei Petroli e al Canale Nuovo di Fusina ove non è consentita la raccolta delle vongole per motivi igienico sanitari. Nel contesto i militari del Nucleo Natanti, a bordo di imbarcazione di copertura appositamente varata per operare in laguna nel contrasto alla pesca di frodo, nella secca a destra del canale Nuovo di Fusina, hanno fermato un motoscafo veloce tipo breeze, dotato di due potenti motori fuoribordo da 150 Cv ciascuno e completamente allestito per la pesca professionale, con a bordo 3 pescatori di Chioggia mentre stavano pescando con attrezzatura vietata, nella zona preclusa per motivi igienico sanitari. A bordo della stessa, sono state rinvenute 21 ceste già colme e oltre 40 ceste pronte per essere riempite, per oltre 630 kg di molluschi bivalvi raccolti illecitamente, avvalendosi dell’attrezzo standard (giostra). I pescatori, non appena accostati e intimato loro l’alt, hanno tentato di scappare. A quel punto immediatamente uno dei Carabinieri è saltato a bordo del motoscafo dei pescatori, qualificandosi nuovamente e ingiungendo di arrestare il mezzo, ma senza esito. Anzi gli abusivi, ingaggiando una pericolosa fuga a tutta velocità, con parte dell’attrezzatura ancora in acqua e la motovedetta dell’Arma che cercava di rimanerle aderente su un fianco, con numerosi scontri laterali, hanno anche tentato di buttare in acqua il militare per assicurarsi la fuga. Solo fortuitamente e grazie al coraggio e decisione degli altri due Carabinieri che seguivano sulla motovedetta di reparto, uno dei quali si è gettato, durante la corsa sfrenata al buio e con condizioni meteo marine non ottimali (aveva iniziato a piovere e l’acqua era piuttosto mossa), a bordo del natante dei pescatori, saltando dalla propria, per dar manforte al collega, nessuno è finito in acqua, né sono state riportate lesioni. Bloccati finalmente i tre, che risultano avere già numerosi precedenti penali per fatti analoghi, sono stati accompagnati in caserma dove, venezia1effettuati gli accertamenti del caso, sono stati denunciati all’Autorità giudiziaria per danneggiamento ambientale aggravato e resistenza continuata a pubblico ufficiale. Inoltre si è proceduto al sequestro delle imbarcazioni e dell’attrezzatura impiegata, per un valore complessivo di circa 20.000 euro, nonché alla quantificazione e sequestro del pescato, avente un valore commerciale intorno ai 4.500 euro, successivamente gettato a mare in quanto ancora vitale. Si tratta dell’ennesima operazione di polizia condotta nel settore dal Nucleo Natanti, che lo scorso anno ha denunciato per fatti analoghi 33 persone, ha riscontrato oltre 40 illeciti amministrativi e proceduto al sequestro di 20 imbarcazioni (per un valore complessivo di oltre 500.000 euro) e di oltre 6 tonnellate e mezzo di vongole (per un valore commerciale al dettaglio intorno ai 50.000 euro). Invero, è stato spesso riscontrato che i molluschi così pescati vengono poi commercializzati senza la prevista documentazione sanitaria, alimentando il diffuso mercato nero di vongole (con serie e negative ripercussioni sui pescatori regolari e il mercato ittico in genere), ovvero con documentazione falsa che gli consente l’immissione nel mercato ittico – nazionale e internazionale – legale. Tali comportamenti illeciti danneggiano seriamente il fondale lagunare ove si pesca e le specie bentoniche che lo popolano, a causa dell’utilizzo delle attrezzature vietate che sollevano massivamente le sabbie e la fauna bentonica che le popola, disperdendole in laguna.

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