Truffano online ma poi vengono beffati dai carabinieri

Truffe_onlineArrestati due fratelli nel Reggino. Vibo Valentia, 7 gen – Due fratelli, M. e L. B., 30 e 33 anni, residenti a Marina di Gioisa Ionica (Rc), entrambi già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai carabinieri della Compagnia di Tropea diretti dal tenente Francesco Di Pinto, con l’accusa di truffa aggravata. L’arresto è avvenuto allo svincolo dell’A3 di Pizzo Calabro nella serata di ieri dove i due sono caduti nella trappola tesa loro dai carabinieri della stazione di Spilinga al comando del maresciallo Vincenzo Boerio.

La vicenda che ha portato all’arresto dei due fratelli, in cui è indagato anche un altro fratello, è iniziata la prima settimana di dicembre a Ricadi, il comune turistico nel comprensorio di Capo Vaticano, lungo la costa vibonese, dove la vittima della truffa, R.T. 43, anni, collaboratore scolastico del posto, dovendo vendere un trattore agricolo, aveva fatto ricorso a un annuncio online su un sito internet, indicando il prezzo in 16.000 euro. Passato qualche giorno ha ricevuto una telefonata da uno sconosciuto, dietro cui si nascondevano appunto i fratelli B., che dopo essersi dichiarati d’accordo sul prezzo, hanno dato all’uomo appuntamento a Ricadi per la consegna: hanno pagato con un assegno circolare, poi risultato falso.

La vittima ha denunciato la truffa. Scattate le indagini coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Santi Cotroneo, il maresciallo Vincenzo Boerio è ricorso a uno stratagemma: ha inserito sullo stesso sito un annuncio di vendita di un altro mezzo agricolo. Passato qualche giorno, i fratelli B. si sono fatti vivi con una telefonata e quindi fissato l’appuntamento, stavolta allo svinvolo autostradale per Pizzo Calabro, dove ad attenderli vi erano i militari dell’Arma con un trattore prestato da un contadino. La trappola ha funzionato e i due sono stati arrestati e messi a disposizione del magistrato, mentre proseguono le indagini per verificare se i due facessero parte di un’organizzazione più complessa. Altro particolare: i truffatori sono arrivati a Pizzo alla guida di un camion, senza patente e con documenti falsi. (AGI)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.