Trapani, corruzione: nell’inchiesta la sottosegretaria Vicari. Sospeso un Carabiniere [VIDEO]

Carabinieri_Trapani_corruzioneTrapani, 19 mag – All’alba di oggi i Carabinieri dei nuclei investigativi di Palermo e Trapani hanno dato esecuzione ad un provvedimento cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Le indagini avrebbero consentito di accertare reati di corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d’ufficio e installazione di apparecchiature atte ad intercettare conversazioni telefoniche.

Il GIP ha dunque emesso misure cautelari, di diversa natura, nei confronti di Ettore Morace, armatore, titolare della “Liberty Lines” (condotto in carcere), Girolamo Fazio, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana (agli arresti domiciliari) e Giuseppe Montalto, capo della segreteria particolare dell’Assessore Regionale alle infrastrutture e mobilità (agli arresti domiciliari).

Inoltre il gip ha disposto la sospensione dal pubblico ufficio di Orazio Gisabella, militare dell’Arma dei Carabinieri, in servizio in un’altra regione.

L’indagine è stata incentrata sulla figura dell’armatore Ettore Morace, proprietario della Liberty Lines – compagnia di navigazione con sede a Trapani attiva nel settore del trasporto passeggeri su imbarcazioni veloci – e ha preso avvio «dal riscontro di gravi irregolarità circa l’affidamento, proprio a favore della Liberty Lines, dei servizi di collegamento a mezzo unità veloci per le isole Egadi ed Eolie», spiegano i Carabinieri in una nota.

Sarebbe stato accertato infatti «un sovradimensionamento della compensazione finanziaria, ottenuto attraverso l’indebita ingerenza di Severino Salvatrice, già dirigente del servizio 2 trasporto regionale aereo e marittimo dell’assessorato alle infrastrutture e trasporti, nonchè del deputato regionale trapanese Girolamo Fazio».

Secondo le accuse, sarebbe esistita «una reale cointeressenza economica tra l’armatore Morace e l’onorevole Fazio, tale da poter ipotizzare il reato di abuso d’ufficio nella condotta di quest’ultimo», spiegano i Carabinieri evidenziando che si sarebbe registrato anche «un notevole attivismo di Morace nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale, finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all’aggiudicazione di fondi regionali “gonfiati”».

Morace avrebbe goduto infatti «del forte appoggio del Sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti, Senatrice Simona Vicari (il cui fratello è anche dipendente della Liberty Lines)», sottolineano gli uomini dell’Arma.

Attraverso l’interessamento della Senatrice, secondo gli inquirenti, Morace sarebbe riuscito ad ottenere, nel periodo monitorato, «la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’IVA dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro» e un «notevole arricchimento della società Liberty Lines».

Non solo. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe ottenuto anche «il ritiro della proposta di nomina di un consulente, inviso a Morace, all’Assessorato Regionale ai Trasporti».

Per gli inquirenti, invece, il capo della segreteria dell’assessore ai Trasporti della Regione, Giuseppe Montalto, «sfruttando il suo ruolo», avrebbe ottenuto da Morace «l’assunzione di un amico giornalista, presso l’ufficio stampa di Liberty Lines» e «la più che favorevole liquidazione del trattamento di fine rapporto con “Siremar s.p.a.” dell’amica Marianna Caronia».

Morace, inoltre, si sarebbe attivato anche «per ottenere un intervento presso il Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la regione Siciliana al fine di ottenere il ribaltamento della sentenza del TAR Sicilia del 21 febbraio 2017 – spiegano i Carabinieri -, dispositivo con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines avverso l’annullamento in autotutela della gara d’appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016».

L’annullamento era stato operato dalla Regione siciliana, «a causa delle riscontrate sovracompensazioni» e «di fatto, con la decisione del TAR, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro».

Sempre secondo gli inquireni Morace, unitamente al fratello Gianluca, avrebbe imbastito «un’attività di intercettazione abusiva nei confronti di un dipendente, sospettato di essere in accordo con la concorrenza». Un’attività che sarebbe stata attuata con l’ausilio di un’agenzia di investigazioni private del capoluogo campano e attraverso l’installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente.

Così facendo, «gli armatori Morace» sarebbero riusciti «ad incamerare importanti informazioni che confermavano i loro sospetti».

Secondo gli inquirenti, infine, «il “Gruppo Franza”» avrebbe posto a sua volta in essere «manovre per danneggiare il concorrente Morace, condotte anche grazie al concorso di Gisabella».


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