Torre del Greco: rinviato a giudizio ex comandante della Capitaneria di Porto

Nave-cn-motovedettRoma, 28 dic – E’ imputato per i reati di  truffa aggravata ai danni dello Stato,  falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, l’ex comandante della capitaneria di porto torrese,  Capitano di Fregata Giuseppe Troina.   Il G.U.P.  Sandro Ciampaglia del Tribunale di Torre Annunziata non  ha accolto le istanze della difesa e lo ha rinviato a giudizio. Il processo si celebrerà  il prossimo 8 gennaio. Al centro dell’indagine della Procura di Torre Annunziata  e dei Carabinieri del Servizio Navale di Torre del Greco agli ordini del Luogotenente Vincenzo Amitrano e del Capitano Pierluigi Buonomo,  un libro curato dal Troina dal titolo “Il porto del corallo” per il quale l’imputato avrebbe chiesto ed ottenuto finanziamenti da armatori, titolari di cantieri navali, amministrazione comunale e circolo nautico per un totale di oltre 50mila euro.  L’ex comandante della locale capitaneria di porto chiese ed ottenne, per la presentazione del libro sulla storia del porto torrese, la presenza anche della nave della Marina militare “Grecale”. I fatti risalgono all’estate di due anni fa. Il libro fu presentato, “in grande stile”,  il 27 luglio del 2007 a bordo della nave che, per l’occasione, si ormeggiò nella rada del porto torrese, come un libro promozionale per la Marina Militare stessa e per il Comune di Torre del Greco senza scopo di lucro, tant’è che fu organizzata addirittura una cena a bordo della nave con la partecipazione di numerose persone con invito esclusivamente riservato  e con l’esclusione dell’interesse pubblico alla manifestazione,  in quanto i semplici  cittadini non potevano partecipare. La cena che terminò  anche con fuochi a mare offerti dalla Lega Navale Italiana di Torre del Greco, secondo le indagini dei Carabinieri del mare, fu offerta dai pescatori di Torre del Greco e Portici, i quali, già a suo tempo, ebbero a manifestare il loro disappunto per il fatto di non essere stati nemmeno invitati a bordo della nave per partecipare alla presentazione del libro.  Le indagini hanno appurato che il libro in questione, in realtà, era un’operazione commerciale a favore dello stesso curatore, Giuseppe Troina, in quanto viene tutt’ora venduto in libreria al prezzo di 30 euro. Il capitano di fregata Troina, allora comandante della capitaneria di porto di Torre del Greco, approfittando della sua qualità di pubblico ufficiale,  aveva raccolto denaro  per la produzione e la pubblicazione del libro chiedendo a vari armatori di Torre del Greco tra i quali D’Amato Navigazione Spa, Deiulemar Spa, Giuseppe Bottiglieri di Navigazione Spa, Di Maio Lines Spa, Perserveranza di navigazione s.p.a e Unitramp Srl, Icad costruzioni navali Srl, ai titolari di vari cantieri navali e ai responsabili del circolo nautico di contribuire alla realizzazione del tomo di 333 pagine con una quota procapite. Si trattava di società che in qualche modo erano soggette alla capitaneria di porto torrese per la certificazione riguardante le proprie navi e per i marittimi imbarcati. Circa 2.000 euro cadauno fu la somma sborsata dalle varie società contattate.  La stessa Marina militare sarebbe stata tratta in inganno dall’imputato  Troina  il quale avrebbe fatto passare il libro come un’attività promozionale per la Marina stessa. La motovedetta Cp 549 di Torre del Greco fu utilizzata dal Troina per trasportare gli invitati a bordo dal porto alla nave Grecale. Il Comune di Torre del Greco partecipò con un contributo pubblico di 5mila euro su esplicita richiesta scritta del Troina. I Carabinieri del Servizio Navale, che  per oltre due anni  hanno svolto articolate e delicate indagini  anche presso la Marina Militare in Roma  dirette dal sostituto procuratore Francesco Cerullo e coordinate dai Procuratori Marmo e Marino della Procura di Torre Annunziata,  hanno raccolto i necessari elementi utili per sostenere l’accusa nel processo che si terrà a carico del Troina che rischia, per il reato di  falsità materiale, da uno a sei anni e per la truffa  aggravata da uno a cinque anni. A presiedere la celebrazione del processo saranno i giudici monocratici  Pagano e Aufieri.

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