Torino: sei colpi di pistola contro un bar di Settimo. CC arrestano il responsabile

pistola-gloriaTorino, 6 ago – I carabinieri della Compagnia di Chivasso, in collaborazione con i colleghi della Tenenza di Settimo, hanno arrestato, nei giorni scorsi, a Settimo Torinese, Mattia B., 21 anni, abitante a Settimo Torinese, per detenzione di armi clandestine, coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nonché danneggiamento aggravato e ricettazione.

È stato il padre di Mattia a chiamare i carabinieri. «Venite a casa perché mio figlio ha fatto una sciocchezza». I primi accertamenti hanno permesso di ricostruire che il ragazzo, in compagnia di un altro uomo, in corso d’identificazione, a bordo della sua Fiat Punto, alle ore 00.30 del 2 ago scorso, avrebbe esploso, con la macchina in corsa, 6 colpi con una 357 Magnum contro la serranda della “Caffetteria Torino”. Due proiettili hanno sfondato il vetro della porta e sono entrati nel locale danneggiando il bancone e una vetrinetta.<>Il titolare del bar ha dichiarato di non aver ricevuto minacce o richieste estorsive. A casa di Mattia, che vive con il padre, i militari hanno sequestrato sia armi (nascoste in un rifugio segreto) sia una serra di marijuana. I militari hanno trovato la pistola a tamburo Smith & Wesson, calibro 357 magnum, con la matricola abrasa (risultata rubata, il 15 lug 2012, a Livorno), con incisa sul fondo del calciolo la parola «Gloria» ( la diciassettenne di Settimo trovata morta a causa un overdose, lo scorso 17 giugno, in un magazzino abbandonato, a Settimo Torinese, non lontano da un supermercato Bennet), un fucile Franchi cal. 12, con matricola abrasa, con incisa sul lato destro del calcio la parola «Francy», 34 proiettili fiocchi cal. 357 magnum , 34 proiettili di vario calibro, 450 grammi di marijuana, 1 box serra attrezzato per la coltivazione di marijuana e 900 euro in contanti.

I militari hanno sequestrato anche il garage trasformato in una serra per la coltivazione della cannabis e la Fiat Punto utilizzata per l’attentato. L’indagato, in sede di spontanee dichiarazioni, ha sostenuto di aver commesso solo una bravata tuttavia, allo stato, ancora non si esclude un altro movente alla base del gesto intimidatorio. L’arrestato, nel 2014, aveva richiesto il rilascio del porto d’armi negatogli per carenza di requisiti. Mattia B,. è stato collocato ai domiciliari.

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