Strano, ma vero: i due carabinieri di Firenze sono (presunti) innocenti. Quindi trattiamoli come tali

Roma, 12 set – (di Giorgio Carta) I fatti di Firenze, che vedono due carabinieri del nucleo radiomobile accusati di violenza sessuale nei confronti di due cittadine americane, riportano all’attualità (e ne dimostrano l’assoluta infondatezza) la falsa credenza – molto in voga tra certi organi di stampa e tra la gente poco informata – secondo cui militari e forze dell’ordine godrebbero di un trattamento di favore rispetto al cittadino ordinario, sia dal punto di vista penale che dal punto di vista disciplinare.

La verità, come si vede, è opposta ed infatti i giornali ci informano che i due carabinieri di Firenze, a pochissimi giorni dall’accaduto, sarebbero già stati sospesi dal servizio e che addirittura, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sarebbe imminente la loro destituzione.

Tutto ciò mentre le indagini per appurare i fatti sono ancora in corso, anzi sono appena agli inizi.

Sia chiaro che la destituzione prima ancora del processo e, addirittura, della conclusione delle indagini preliminari, per quanto ripugni alla coscienza giuridica di chiunque, è una misura in sé legittima in quanto prevista dal novellato articolo 1393 del codice dell’ordinamento militare.

In verità, il primo comma della citata norma stabilisce pure che, nei casi di particolare complessità dell’accertamento del fatto addebitato ovvero qualora, all’esito di accertamenti preliminari, non si disponga di elementi conoscitivi sufficienti ai fini della valutazione disciplinare, l’Amministrazione promuove il procedimento disciplinare al termine di quello penale.

Le condotte dei due carabinieri di Firenze sono tuttora al vaglio della magistratura e, quindi, sembrano essere ben lungi dall’essere già state chiarite. Ciò nonostante non si esita da più parti a definire i militari “mele marce” ed a chiederne la sospensione dal servizio, lasciandoli a casa e dimezzando il loro già modesto stipendio. Ancor peggio sarebbe, per gli interessati e per le rispettive famiglie, se fosse fossero addirittura destituiti, così privandoli delle loro uniche fonti di sostentamento, in un momento storico che non brilla certo per opportunità lavorative alternative.

In verità, il codice dell’ordinamento militare consente, una volta concluso il processo con l’assoluzione ed entro sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza penale, di chiedere all’Amministrazione la revoca o la modifica della sanzione disciplinare irrogata. In sostanza, in caso di assoluzione, i militari potrebbero chiedere di essere riammessi in servizio, ma per tutta la durata del processo (cioè per anni) rimarrebbero senza lavoro né stipendio, con le conseguenze che si possono immaginare.

Tutto ciò sarebbe sacrosanto e giusto se fossimo certi della loro colpevolezza, ma se poi i militari risultassero innocenti?

In passato mi occupai di un caso molto simile a quello in esame, nel quale un carabiniere in servizio era stato parimenti accusato di avere violentato sessualmente una cittadina americana. In quel caso, però, né la stampa né l’opinione pubblica vennero mai a conoscenza del fatto ed il procedimento penale ebbe un andamento assolutamente pacato. Cioè non ci fu alcuna sospensione né alcuna destituzione prima del processo.

Non solo, tre mesi dopo i fatti, la cittadina americana confessò davanti alla giustizia del proprio Stato di essersi inventata tutto ed il carabiniere ingiustamente accusato nemmeno affrontò il processo italiano perché il PM chiese ed ottenne l’archiviazione delle indagini.

I fatti di Firenze sono, invece, gravemente segnati dalla forte pressione della stampa e dalla perentoria richiesta dell’opinione pubblica (e finanche di molti colleghi dei due militari) dell’adozione di punizioni immediate e drastiche.

Di conseguenza, malgrado i fatti siano tutti da accertare, appare oggi sovversivo e quasi provocatorio ogni invito alla prudenza od alla semplice applicazione della presunzione di non colpevolezza prevista dalla Costituzione.

A mio modo di vedere, la soluzione più equilibrata e più conforme allo spirito dello stesso codice militare sarebbe quella di assegnare momentaneamente i due militari ad altri incarichi, che eventualmente non comportino lo svolgimento di servizi esterni. In tal modo sarebbero meglio contemperati l’esigenza pubblica con quella privata degli interessati. Solo in via subordinata, potrebbe farsi luogo alla sospensione dal servizio, privando momentaneamente i due inquisiti della divisa, ma assicurando loro quella metà dello stipendio necessaria a sostenere la famiglia per tutti gli anni in cui avrà svolgimento il processo.

Le misure più drastiche oggi invocate da tanti, invece, benché successivamente revocabili in caso di assoluzione finale, rischierebbero di incidere irreparabilmente sulla vita di due militari che al momento devono presumersi innocenti.

Sul punto, l’opinione pubblica ha però già emesso una sentenza definitiva, affermando che i due militari vadano congedati anche solo per aver condotto nell’auto di servizio le due ragazze americane e per aver intrattenuto con le stesse un rapporto sessuale, seppure consenziente, durante il servizio.

Al riguardo, è vero che potrebbero essere ravvisabili anche altri reati militari e ordinari (sostanzialmente: una violata consegna, una tentata truffa militare ed un peculato d’uso), ma attenzione: sono tutti delitti che, da soli, non determinano di regola la destituzione e che, soprattutto, si possono “estinguere” senza alcuna condanna (e addirittura senza processo) con una semplice richiesta di messa alla prova (essendo tutti punibili, nelle rispettive fattispecie base, con una pena inferiore a 4 anni).

Resta centrale giuridicamente e moralmente, quindi, solo la contestazione della violenza sessuale, reato orribile ed assai complicato da ravvisare in tutte le situazioni in cui, almeno all’inizio o anche solo nella ragionevole supposizione dei soggetti agenti, ci sia stato il consenso delle presunte vittime. Consenso che, come è noto, può essere revocato anche dopo esser stato inizialmente dato (immaginate la difficoltà di ricostruire i fatti!).

Invito, quindi, ad affrontare la vicenda senza farsi suggestionare dalle folle inferocite. I due carabinieri hanno il diritto di essere considerati innocenti fino a prova contraria e vorrei tanto che i vertici dell’Arma applicassero loro questo fondamentale principio di civiltà giuridica, come hanno fatto, del resto con alti militari indagati, imputati e finanche condannati in primo grado per reati gravi, ma mai sospesi dal servizio. La decisione di non assecondare la richiesta collettiva di lapidazione dei due militari sarebbe certamente difficile e impopolare, ma darebbe un grosso segnale a tutti quegli eroi in uniforme che quotidianamente presidiano la sicurezza delle nostre strade e che hanno bisogno di sentirsi tutelati soprattutto nei momenti difficili.

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Strano, ma vero: i due carabinieri di Firenze sono (presunti) innocenti. Quindi trattiamoli come tali
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Strano, ma vero: i due carabinieri di Firenze sono (presunti) innocenti. Quindi trattiamoli come tali
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I fatti di Firenze sono, invece, gravemente segnati dalla forte pressione della stampa e dalla perentoria richiesta dell’opinione pubblica (e finanche di molti colleghi dei due militari) dell’adozione di punizioni immediate e drastiche.
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30 Commenti

  1. Alvaro dice

    Articolo poco imparziale dal momento che uno dei due ha già confessato tutto, tranne lo stupro. Quel che ha detto sembra sufficiente per seri provvedimenti disciplinari, se non per la destituzione.

    1. Odalisco dice

      È stato già trattato nell’articolo ( ammesso che Lei lo abbia letto tutto) . Si i militari hanno commesso varie violazioni, tra queste, peculato, violata consegna, ecc.ecc. Ma questo non comporterebbe la sospensione e la successiva destituzione. Pertanto non schieriamoci per partito preso, da una o dall’altra parte. È neccessario che le indagini vadano avanti per garantire un’equa valutazione e un successivo equo provvedimento, senza che per un istinto di antipatia, si metta alla gogna due tutori dell’ordine, che per un momento di smarrimento, si sono trovati a dover rispondere di un comportamento che molto probabilmente, ancora loro stessi non hanno realizzato. Tutto siamo puritani….per il comportamento altrui.

      1. Manlio dice

        Sig. Odalisco Dice, se questi due “tutori” dell’ordine NON hanno, come lei ipotizza, ancora probabilmente realizzato cosa hanno commesso, meritano di indossare quella uniforme che comporta serieta’, equilibrio psicofisico e corretteza?

        1. Gigi dice

          Io sono daccordo con lei e cioè noi qui non stiamo a giudicare ancor prima della condanna. Ma stiamo solo appurando che i due in servizio dovevano rappresentare lo Stato. Quando una persona guarda la gazzella dei CC deve dire senza ombra di dubbio: meno male che ci sono loro a difenderci. Se vuoi fare il puttaniere hai sbagliato mestiere. Ma stiamo scherzando. Quanti hanno perso la vita per il Paese, quanti tutti i giorni buttano il
          sangue per arrestare i delinquenti e senza che nessuno gli dica: grazie. Poi basta un episodio del genere per buttare la propria vita all’aria e quella di chi li sta a fianco (moglie, figli, padri e madri). Chi pensa a loro? Chi pensa al dolore che hanno causato? Tutti sbagliamo, ma dobbiamo essere presenti a noi stessi e rimanere fermi e vigili. Noi siamo uomini no animali. E con questo depongo la mia “pietra” perché io stesso non sono degno di giudicare, anche se sono molto amareggiato per questo increscioso accaduto.

        2. Meme' dice

          E perche Tullio del SETTE attuale comandante dei carabinieri non è stato cacciato dall’arma dato che è indagato nel processo consip al fianco del papà di Renzi e del Giglio magico?

      2. Martino dice

        Appunto perché tutori dell’ordine dovevano rispettare tutte le procedure, e anche se belle americane lasciarle stare. (erano in servizio)
        Pensare a gente simile che viaggia armata ho paura.
        Un ginecologo non è che se la paziente è bella ci va a letto.

    2. Giuseppe dice

      Allora non ci hai capito nulla di tutto quanto detto negli ultimi giorni e di quanti riportato nel presente articolo. Per quanto riguarda la confessione, si parla solo di confessione di tutto tranne che dell’articolo. Addirittura una di loro, alla fine del rapporto, avrebbe dato il proprio numero all’Appuntato. Cosa hai letto fino ad ora ?

      1. Giuseppe dice

        * ha confessato tutto tranne la violenza sessuale asserendo che era consensiente e presente a se stessa tanto da dargli “poi” anche il proprio numero di telefono.

    3. Claudio dice

      Sembra poco, ricordare, che il Comandante dell’Arma per accuse ben più gravi e di interesse pubblico non sia stato nemmeno sospeso, mentre la truppa sulla strada venga linciata mediaticamente ed abbandonata dai superiori gerarchici.
      I processi e le condanne si fanno in Tribunale e non in TV.

  2. Gaetano dice

    Salve, a me il semplice fatto che queste due ragazze poco prima di venire in Italia avevano stipulato una copertura assicurativa per violenze e strupo lascia qualche dubbio.

  3. Rosario dice

    Ha pienamente ragione per quanto riguarda i reati contestati, ma per quanto concerne l’immagine di tutti noi? Allora tutti gli altri carabinieri che quotidianamente si pongono a svolgere il proprio dovere sono stupidi.Questa ritengo sia etica, questi colleghi non hanno pagato una bolletta del telefono in servizio, ne approfittato per trasportare un Po di spesa a casa; censurabile anche queste. In servizio, svolgi il “servizio”. Al massimo puoi accompagnare la “vecchietta” a casa, violando sempre il regolamento che sull’auto non deve salire nessuno, ma non prendi appuntamenti “galanti”. L’ errore si trova alla base. Le assicuro che come appartenente all’Arma mi sento profondamente offeso. Sono con loro per spirito di corpo, ma sinceramente gradirei che entrambi fossero allontanati da questa forza. Non ho piacere che perdano il posto, solo che siano associati a servizi civili sostitutivi. Il male non si augura a nessuno e certo, se entrambi hanno un etica (non credo perché se non non facevano cio) c’è tutt’altro giudizio.

    1. Luigi dice

      concordo, mi sento offeso, come pure per il resto degli indagati che sono nell’Arma, di qualsiasi grado.. essere indagati non vuol dire essere colpevoli, se la regola vale per tutti ..

  4. Giovanni ALTIERI dice

    Ho letto: L’Arma è parte lesa. Chiunque abbia detto questa frase, deve rimangiarsela! L’Arma è parte in causa, direi e dico, anzi affermo. Generali con medaglie affisse in bella mostra sulle giacche, con cordoli trasbordanti la visiera, generali che si concedono licenze morali per ciò che è presumibilmente accaduto, devono redimersi, devono ammettere d’essere parte in causa e non parte lesa. L’Arma è una ed una sola, composta da ufficiali, sottufficiali e truppa e non si scinde mai, neanche davanti alle avversità. L’Arma è parte lesa, detto da un dirigente della stessa Arma dei Carabinieri, è una ignobile vigliaccata che spinge chiunque a sospettare che tra i Carabinieri c’è chi metterebbe sulla graticola i propri dipendenti pur di apparire sano e puro. Solo il processo in tribunale stabilirà un verdetto e fino a quel momento tutti, dico TUTTI, generali e ministri compresi, devono reputarsi parte in causa e non certo parte lesa. Si avanza tutti e tutti si indietreggia sulla linea della battaglia.

    1. andre dice

      sig. Altieri praticare sesso in servizio potrebbe essere non è un reato… anche e da vedere bene… ma stia sicuro che è causa di licenziamento senza preavviso… poi se lei vuole delle certezze in merito mi sembra che ci sia la confessione… quindi a meno che alle cd fa sia concesso delle scopatine in servizio quindi scopatina in deroga… la questione sembra già scritta…

    2. Gaetano dice

      Giovanni hai perfettamente ragione, ma lo sappiamo tutti come funziona, adesso ognuno cerca di scaricarsi le proprie responsabilità, perché ora le ripercussioni partiranno dal comandate di stazione in su e tutti cercheranno di lavarsi le mani

    3. Luigi dice

      sono daccordo.. comunque l’episodio fa parlare tanto proprio perchè tocca “un reato che ultimamente fa parlare tanto perchè oltre a loro, nell’Arma ci sono tanti altri indagati e, per reati ancor piu gravi, ma non si puo parlare di tutti perchè non sono tutti ugali, questi purtroppo per loro appartengono sempilemente alla “truppa”.

  5. Ramona dice

    I due hanno commesso anche il reato di abbandono di servizio, oltre agli altri reati…, che è punito con la destituzione, altro che reati minori…
    E comunque anche quei “reati minori” configurano una personalità che non è compatibile, a mio avviso, con l’onore ed il decoro che dovrebbero avere due Carabinieri.

    1. roberto dice

      Il rispetto che si deve all’Arma è una cosa, le giuste garanzie che spettano agli indagati sono un’altra cosa. Qualcuno ha invocato la possibilità di aspettare l’esito del processo penale, criterio giusto in sè, ma qui siamo in presenza di una confessione. Il carabiniere ha ammesso il rapporto definendolo consenziente. Questo è già sufficiente per il congedo dall’Arma, senza aspettare il processo, in quanto la violazione disciplinare (anzi le violazioni disciplinar) è avvenuto in servizio. Dispiace per i problemi che provocherà ai due, ma la inevitabile severità preserva l’Arma dei Carabinieri, che apparirà sempre credibile e rispettabile.

  6. Andre dice

    chi ha scritto l’articolo ha perso di vista la confessione fatta… a parte il tuom… i cc sono dipendenti pubblici per cui la pratica di attegggiamrenti sessuali in servizio costituisce criterio per il licenziamento senza preavviso… ovvero la destituzione… poi il procedimento penale avrà o meno il suo corso… almeno questo è per i dipendenti pubblici… ma si sa le forze armate godono di deroghe…

  7. salvatore dice

    i due colleghi hanno senz’altro commesso serie mancanze,per cui se veramente
    hanno commesso violenza carnale,è giusta una punizione esemplare.Ma il tutto
    deve essere dimostrato,altrimenti,non mi pare esistano presupposti per la desti-
    tuzione,mi pare che qualcuno ci sta marciando sopra.

  8. Aldo Barbaro dice

    Prima di parlare di “stupro” e non di” rapporto consenziente” sarebbe opportuno conoscere quale sia stato l’esito REFERTATO della visita a cui, mi auguro, le “presunte vittime” sono state sottoposte nonché la descrizione dello stato in cui
    si trovavano gli indumenti dalle stesse indossati al momento della riferita violenza!
    Soltanto sulla base di questi riscontri obiettivi sarà possibile parlare di “stupro” e/o
    di rapporto consenziente. Dr Aldo Barbaro, medicolegale.

    1. Iris dice

      Da quanto filtrato alla stampa, l’esame medico non ha riscontrato nessun segno di violenza, solo un succhiotto sul collo di una delle due ragazze, non ricordo quale. L’esame del sangue ha riscontrato 1,5 mg/lt di alcol per la ragazza di 19 anni, la 21enne era sobria. Sembra provato lo scambio di numeri di cellulare con i due militari. Nessuno ha sentito grida di alcun tipo. Sulla base di questi dati io credo alla versione dei due carabinieri sulla consensualita’ del rapporto.

      Restano le violazioni disciplinari e l’amaro in bocca che due adulti finora apparentemente discreti servitori dello Stato si siano messi nelle condizioni di giocarsi il posto di lavoro per una squallida storia di sesso occasionale con due perfette sconosciute rimorchiate fuori da una disco. Spero troveranno il modo di redimersi, non so se fuori o dentro l’Arma, ma una seconda possibilita’ e’ stata data a tanti altri dopo vicende anche peggiori.

  9. charliecharlie dice

    Direi che sono da distinguere tra i due piani, penale e disciplinare con un pensiero alla morale.
    Sul penale ci penserà la magistratura, fine delle discussioni.
    Sul disciplinare poco c’è da chiarire o interpretare: questi due militari hanno confessato di aver usato la macchina di servizio per scopi come minimo “non conformi”, e prego iddio per loro che abbiano veramente telefonato al taxi senza esito, altrimenti ci sarebbe da pensare ad una ulteriore menzogna e alla premeditazione, hanno poi avuto rapporti sessuali con due persone mentre erano in servizio e lasciando incustodita la gazzella…
    Basta e avanza per non avere più il diritto di indossare l’uniforme nera, dentro la quale e per onorare la quale sono morti a bizzeffe.
    Moralmente, l’azione è senza alcun limite riprovevole; come ci dissero entrando nei CC, ” se commettete una brutta azione in uniforme, gettate discredito su tutta l’Arma” e questo NON è concesso né concedibile.
    Abbandonino l’Arma, non ne sono degni; non è possibile gettare il seme del non potersi fidare ciecamente dei CC, oltre 200 anni di storia non lo permettono.

  10. Miki dice

    Ok, tutto giusto neanche una piega. Bene hanno abusato di due donne con violenza? Ok paghino! Ma fino a quando non esiste un grado di giudizio i colleghi, i Nostri colleghi, sono INNOCENTI. E fin qui credo sia più che chiaro. Mha al grido di tagliarle la testa……………….bhe signori miei, chi non ha colpa scagli la prima pietra. Se guardiamo dietro ad ognuno di noi, certo è che ci sarà una pietra. E poi che dire della destituzione????? Manco se avessero partecipato ad una strage di massa o abbiano tentato un golpe. Guardiamoci un po’ indietro ed andiamo a vedere quanti ufficiali hanno fatto peggio senza essere stati destituiti. Ripeto se colpevoli di questa ignobile azione, vengano ghigliottinati. Ma se innocenti per il reato di violenza, basterebbe un trasferimento nel posto più sperduto della Sardegnao del Friuli fino alla pensione con divieto assoluto di ritornare in patria per servizio. Per tutto il resto, ripeto, chi non ha peccato scagli la prima pietra.

  11. franco dice

    Un cittadino comune sarebbe gia in stato di arresto preventivo.

  12. Tommaso dice

    Mi sembra un articolo ruffiano nei confronti delle forze dell’ordine. Anzi mi sembra che tutta la testata sia una ruffianata.
    Questo articolo prova la scarsa affidabilità dei giornalisti che la compongono.

    1. Giovanni dice

      Il classico leone da tastiera che offende e non argomenta

  13. angelo dice

    Sigg. non colpevolizziamo anzitempo. Aspettiamo la conclusione delle indagini. Da Lontano o per mezzo delle testate non sempre si ha un informazione giusta.

  14. Armando dice

    Questo e’ un articolo scritto dall’Avvocato difensore degli imputati e come tale e’ fortemente di parte.

    A me pare chiaro che, avendo i due CC confessato la relazione sessuale
    (non parlo di stupro, ma di sesso consenziente) risulta palese un comportamento che senza la minima ombra di dubbio getta fango su tutta l’Arma: si tratta di un comportamento moralmente disdicevole, che a mio avviso merita di essere punito.

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