Sfiorata collisione tra motovedetta dei carabinieri ed una nave da pesca

N517Roma, 13 dic – Quando il mare d’inverno è fuori dall’attenzione dei mass media,  c’è chi vigila in silenzio per la sicurezza pubblica. 
Erano appena trascorse le 2 di notte, mare mosso,  buio completo e scarsissima visibilità dovute alle pessimi condizioni atmosferiche, quando la Motovedetta d’altura Carabinieri N517 di Torre del Greco –Golfo di Napoli- , Comandata dal Luogotenente Vincenzo Amitrano,  era in navigazione da Torre del Greco verso Capri, impegnata in un pattugliamento marittimo notturno per la prevenzione di traffici illeciti.

Giunta al traverso di Capo Sorrento, veniva avvistata sul Radar di bordo una nave in navigazione proveniente da sinistra a velocità sostenuta che si avvicinava sempre di più alla Motovedetta.  Attraverso immediati calcoli di cinematica, con l’impiego del “Rapportatore di diagramma” per la determinazione della rotta vera e della velocità del bersaglio avvistato, si prendeva atto del rischio di abbordaggio e, quindi, dalla Motovedetta si attivavano immediatamente, con eccellente perizia marinaresca, tutte le misure idonee per evitare che ciò accadesse.  Infatti, benché fossero in navigazione con diritto di precedenza, i Carabinieri erano costretti a ridurre la velocità e a fermare la propria Unità Navale per lasciare libera la rotta alla nave proveniente da sinistra che non riduceva per niente la sua velocità di navigazione.  Dopo averla fatta passare,  i Carabinieri accertavano che l’unità era una nave da pesca di 20 metri che non si era accorta di tagliare la rotta alla motovedetta dei Carabinieri proveniente da destra,  nonostante che quest’ultima avesse tutte le luci di via accese con l’aggiunta dei  lampeggianti di emergenza.  Nemmeno l’uso costante di  tromba e sirena da parte dei Carabinieri era riuscito ad attirare l’attenzione del Comandante del  Motopeschereccio.

Nel corso delle investigazioni, i Carabinieri del Servizio Navale di Torre del Greco accertavano che il comandante della nave da pesca,  durante la navigazione non si trovava nella cabina di comando al timone,  ma  era a poppa impegnato a sistemare le reti, per cui non avrebbe potuto rendersi conto dell’arrivo di una qualsiasi unità navale.
Una condotta imprudente ed in violazione di leggi quella tenuta dal comandante del motopeschereccio che avrebbe potuto cagionare effetti gravissimi con il rischio di perdite di vite umane, in considerazione dell’ora e del luogo i cui si sarebbe potuto verificare l’incidente.

Per questo motivo,  il comandante della nave da pesca è stato deferito all’Autorità Giudiziaria,  per non aver osservato le norme per prevenire gli abbordi in mare.  Le norme in esame prevedono la presenza di una persona al timone durante la navigazione  per  attuare un idoneo servizio di vedetta a 360°  e di lasciare libera la rotta alla nave in navigazione proveniente da destra. Semplici norme che sono utili per evitare abbordaggi e naufragi dei quali il Golfo di Napoli, seconda zona al mondo per traffico navale dopo Shanghai, è funestato. Un’area marittima particolarmente congestionata, a rischio incidenti, proprio  perché spesso non si rispettano regole elementari.
Ora la posizione del comandante del motopeschereccio è al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata. L’azione di controllo del territorio dei Carabinieri del mare si è conclusa nella tarda mattinata con il brillante risultato di 14 persone complessive,  tra comandanti ed armatori,  anche  con precedenti penali,  denunciate per violazioni di norme sulla sicurezza della navigazione.

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