Riorganizzazione della Forestale, SAPAF: «a noi interessano i Forestali, ad altri le poltrone»

forestale-controlliRoma, 18 mar – Dura nota del SAPAF, sindacato del Corpo Forestale dello Stato, sulla “riorganizzazione del Corpo forestale dello Stato ed eventuale assorbimento del medesimo nelle altre Forze di polizia“, come recita una stralcio dell’emendamento del senatore Giorgio Pagliari, approvato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

«E arrivò il giorno in cui il Palazzo (quello di via Carducci) si svegliò e smise di sognare – si legge nella nota».

«Sono mesi che sentiamo il capo del Corpo millantare chissà quali amicizie politiche che dovevano salvaguardare il CFS, ipotizzare scenari di riforme di cui non abbiamo letto ancora neanche un rigo, demonizzare chi, come noi, diceva di aprire gli occhi! Oggi, (forse perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire), si risveglierà dal suo personalissimo sogno e capirà che ha perso solo tempo, illudendo una dirigenza piatta e supina che crede a tutto quello che gli raccontano».

«Ancora in questi giorni – spiega il sindacato -, alla scuola di Cittaducale (ma lì c’era da sminuire il SAPAF che sarebbe andato il giorno dopo ad incontrare gli allievi vice ispettori), illustrava scenari bucolici sulla Forestale alla Terence Hill, che nella stragrande parte delle Stazioni rimane solo una fiction, enfatizzando le funzioni tecniche della biodiversità e dello spegnimento attivo degli incendi boschivi: ecco la risposta servita. La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha approvato l’emendamento del relatore, Senatore Giorgio Pagliari, che prevede la riorganizzazione del Corpo forestale in polizia ambientale ed agroalimentare, con eventuale assorbimento in altra forza di polizia, garantendo presidi territoriali, unitarietà e specialità».

«Sveglia, popolo! È dall’inizio di questa vicenda che ripetiamo il da farsi: la vera battaglia per salvaguardare le funzioni di polizia ambientale e agroalimentare non sta nel rivendicare 190 anni di storia ma nel mantenere la struttura unita e organica, conservando le specialità a noi riconosciute dalla legge».

«Dipartimento? Direzione centrale? A noi poco interessa – sottolinea il SAPAF -, sempre che i presupposti enunciati nella delega siano rispettati! Al Forestale poco cambia se gli ordini di servizio arrivano da un ufficio diverso da quello del comando provinciale o regionale. Molto invece cambia per la nostra dirigenza che non comanderà più come ha fatto finora senza doverne rispondere a nessuno, tanto a Roma c’è il Santo Patrone che perdona tutti».

«A noi interessano i Forestali, altri difendono le proprie poltrone – conclude la nota del sindacato della Forestale -, ma la nostra battaglia continuerà sempre e solo nella salvaguardia delle funzioni di polizia ambientale e agroalimentare: se Patrone si sarà svegliato o meno, lo sapremo subito, perché ora ci aspettiamo che l’amministrazione presenti un progetto di riforma che vada nella direzione della delega, salvaguardando Stazioni e specialità, evitando così che debbano pensarci altri, che certo non hanno a cuore quanto noi le sorti del futuro Corpo forestale dello Stato».

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