Reggio Calabria, ‘ndrangheta: in manette il latitante Santo Vottari. Era nascosto in un bunker

carabinieri-gazzella-notteReggio Calabria, 22 mar – Il latitante Santo Vottari è stato arrestato questa mattina dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria.

Il boss della ‘ndrangheta, ritenuto al vertice dell’omonima cosca, già condannato per omicidio e associazione mafiosa e inserito nell’elenco dei ricercati più pericolosi di Europol, era nascosto in un bunker a Benestare, paese in provincia di Reggio Calabria, in contrada Ricciolino.

L’azione è stata condotta dai Reparti Speciali dello Squadrone dei Cacciatori Carabinieri e dal Comando Provinciale di Reggio Calabria. (Guarda il video)

Santo è figlio di Giuseppe Vottari, assassinato a Bruzzano Zeffirio (RC) il 2 ottobre 1986, a seguito di un summit chiarificatore di due clan rivali operanti nel comprensorio di Motticella, e nipote di Francesco Antonio Vottari, capostipite della famiglia Vottari alias “Frunzu”, inquadrata nella cosca “Pelle-Vottari”, che si contrappone alla cosca “Nirta-Strangio” in una cruenta faida che si protrae dagli anni ’90 e che ha provocato decine di morti nelle opposte fazioni, culminata il 15 agosto del 2007 nella tristemente nota strage di ferragosto consumata a Duisburg con l’omicidio di ben sei persone. 

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, si è congratulato con Tullio Del Sette, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, per l’operazione.

«Voglio ringraziare – ha sottolineato il ministro Minniti – l’Arma dei Carabinieri che, con l’alta professionalità e il sacrificio dei suoi uomini, dopo articolate attività investigative, è riuscita ad assicurare alla giustizia uno dei ricercati più pericolosi d’Italia».

L’importanza dell’operazione di oggi è stata sottolineata anche da Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia.

«La cattura di questa mattina, a pochi chilometri da Locri, di Santo Vottari, reggente dell’omonima cosca, ricercato da 10 anni e considerato da Europol tra i latitanti più pericolosi, e l’arresto a Palmi di due altri ricercati sono la prova che in Calabria lo Stato, nonostante i messaggi mafiosi, non abbassa la guardia», ha detto.

«Ora è chiaro – ha proseguito Rosy Bindi – perché la ‘ndrangheta ha scritto che non vuole gli sbirri. Ringrazio l’Arma dei Carabinieri che con i Reparti Speciali dello Squadrone dei Cacciatori Carabinieri e il Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dimostrato ancora una volta grande professionalità e abnegazione assicurando alla giustizia feroci criminali». 


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