Palermo, compravendita di voti: i Carabinieri arrestano due candidati della lista “Noi con Salvini”

Operazione "Voto connection"

Palermo, 4 apr – Alle prime ore della mattina, i Carabinieri della Compagnia di Termini Imerese hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Termini Imerese, su proposta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di:

  • Salvatore CAPUTO detto Salvino, avvocato monrealese, già membro dell’Assemblea Regionale Siciliana durante la XVI Legislatura e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento “Noi con Salvini” durante le elezioni amministrative tenutesi la scorsa primavera;
  • Mario CAPUTO, avvocato monrealese, candidato non eletto durante le ultime elezioni dell’ARS nelle liste del movimento “Noi con Salvini”;
  • Benito VERCIO, 62enne, “procacciatore di voti” termitano.

La misura cautelare è stata applicata agli indagati per il reato di “attentato contro i diritti politici del cittadino” per avere i medesimi determinato, con l’inganno, gli elettori all’esercizio del loro diritto politico in senso difforme dalla loro volontà.

In particolare, i predetti – con un articolato disegno criminoso – avrebbero fatto in modo che, a fronte della candidatura all’ARS di Mario CAPUTO, il corpo elettorale fosse orientato a pensare che il proprio voto servisse a sostenere la candidatura di Salvatore CAPUTO, quest’ultimo infatti era incandidabile ai sensi della “Legge Severino” e secondo quando stabilito dal codice di autoregolamentazione dei partiti, deliberato dalla Commissione Parlamentare Antimafia.

A tal fine, quindi, avrebbero attivato, durante la campagna elettorale, una serie di meccanismi volti a trarre in inganno l’elettorato. In particolare, sia i manifesti elettorali che i volantini distribuiti recitavano solo il cognome del candidato “CAPUTO” (omettendo qualsiasi effige fotografica) e, nella lista, Mario CAPUTO aveva fatto aggiungere al proprio nome il falso appellativo “detto Salvino”, con il quale era invece conosciuto l’incandidabile fratello Salvatore.

Inoltre, in numerosi comuni della Provincia di Palermo Salvatore CAPUTO si presentava al corpo elettorale come se fosse lui (e non il, meno conosciuto, fratello Mario) il reale candidato.

Pertanto gli elettori, lo scorso 5 novembre, si sarebbero recati alle urne convinti di avere espresso la propria preferenza per Salvatore CAPUTO.

Nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica avrebbe, inoltre, dimostrato dodici episodi di compravendita di voti in cambio di promesse di posti di lavoro o altre utilità posti in essere da Salvatore CAPUTO e da Benito VERCIO in correità con ulteriori indagati.

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