Omofobia: Grillini, carabinieri gay terrorizzati di essere scoperti

carabiniere-gayRoma, 2 lug. – “I carabinieri gay hanno il terrore di dichiararsi tali e, nonostante le dichiarazioni di tenore opposto del ministro Ignazio La Russa, in realtà non è cambiato nulla : a differenza di Polizia e Guardia di Finanza, l’Arma si conferma un luogo ad alto tasso di omofobia e, pertanto, è più difficile fare outing per chi ne fa parte”. Lo ha dichiarato Franco Grillini, consigliere regionale dell’IdV in Emilia Romagna e presidente onorario di Arcigay, intervistato da Klaus Davi nel corso del programma “KlausCondicio”, in onda su You Tube. Per questo l’Arcigay chiederà un incontro al titolare della Difesa, alla presenza del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, “per discutere del problema dei militari gay che vivono male la loro sessualità per paura di ritorsioni fisiche e professionali”. Il ministro La Russa, ha tenuto a precisare il presidente Grillini, “continua a sostenere che non ci siano discriminazioni, che l’Italia sarebbe addirittura più avanti degli Stati Uniti dove vige ancora il Don’t ask, don’t tell’ (‘Non chiedere, non dire’), una disposizione un pò pasticciona che volle l’ex presidente Bill Clinton. Ma la verità è un’altra: c’è ancora una paura fortissima a dichiararsi da parte delle singole persone omosessuali organiche alle strutture militari”. E spiega: “Il loro problema non è tanto la sottoscrizione della tessera di Arcigay, quanto piuttosto la paura di essere visti da qualcun altro che possa riconoscerli. Allora dobbiamo chiederci se forse esistano ancora le schedature di una volta”. E’ stato dimostrato, ha continuato Grillini, “in tutte le forme e in tutte le salse che un tempo nelle forze armate gli omosessuali venivano schedati. Non solo. A loro era preclusa la possibilità di far carriera. Questa cosa è stata assolutamente dimostrata dopo un ricorso al Tar presentato da uno degli interessati. Allora io mi chiedo se forse non siano applicate ancora adesso: se qualcuno continui a tenere in considerazione anche la vita privata delle persone in funzione dei loro avanzamenti di carriera”. E ha argomentato: “Con l’abolizione della leva obbligatoria quello del militare è diventato un mestiere a tutti gli effetti, quindi è giusto battersi contro le discriminazioni che si registrano al suo interno come all’interno di qualsiasi altro mestiere”. (AGI) ico_commenti Commenta

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