Omicidio-suicidio in caserma CC: il Cocer, incompetenza della scala gerarchica

auto-carabinieri05Istituire un osservatorio permanente. Roma, 2 ott – “Il recentissimo, ennesimo, drammatico episodio di omicidio – suicidio verificatosi all’interno di una caserma dell’Arma, ripropone prepotentemente mai risolti interrogativi e dubbi circa le dinamiche dei rapporti interpersonali tra militari e l’azione di comando posta in essere dalla scala gerarchica ai vari livelli”.

E’ quanto sostiene in una nota il Consiglio centrale di rappresentanza dell’Arma dei Carabinieri.

“Questo organismo – prosegue la nota -, ritenendo di interpretare anche il comune sentire al riguardo, non solo del personale rappresentato, si chiede, ancora una volta, come mai il ricorso a gesti estremi da parte di appartenenti all’Arma, a differenza di quanto accade in altri ambiti, assuma spesso esiti drammatici, col coinvolgimento di terze persone”.

“E’ di tutta evidenza come situazioni del genere denotano carenze e discrasie ai vari livelli e, segnatamente:

  • inaccettabile assenza di periodici controlli psichiatrici, sebbene ciò, invece, costituisca normale prassi per i corpi armati di altri paesi;
  • forte condizionamento da parte dell’ambiente esterno, in ragione della particolare professione svolta e del conseguente tenore e condotta di vita che comporta;
  • colpevole sottovalutazione di segnali indicatori per disinteresse o incompetenza da parte della scala gerarchica;
  • condizionamento del servizio che indubbiamente e fattore di stress”.

“Questo Cocer – conclude la nota – , pertanto, richiede a viva voce l’istituzione di un osservatorio permanente sul fenomeno, nonchè l’avvio di una seria, approfondita attività di screening di tutto il personale, al fine di scongiurare il reiterarsi di analoghi episodi”.

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