Nassiriya: processo a colonnello dei carabinieri, pm chiede 2 anni

strage_nassiriyaRoma, 19 mag – Due anni di reclusione: questa la pena chiesta oggi dal pm del tribunale militare di Roma, Giovanni Barone, nei confronti del colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli , accusato di non aver adottato tutte le misure di sicurezza necessarie alla difesa di Base Maestrale, a Nassiriya, il quartier generale dei Carabinieri devastato dall’attentato suicida del 12 novembre 2003, nel quale morirono 19 italiani (12 militari dell’Arma, cinque dell’Esercito e due civili). L’inchiesta venne avviata subito dopo la strage: la procura militare di Roma alla fine di maggio 2007 chiese il rinvio a giudizio per tre ufficiali – due generali dell’Esercito, Bruno Stano e Vincenzo Lops, e il colonnello dell’Arma Di Pauli – per ”omissione di provvedimenti per la difesa militare”, un reato previsto dal codice penale militare di guerra. Il gup, dopo una serie di istanze delle parti e rinvii, ha però deciso di procedere per il diverso reato di ”distruzione colposa di opere militari” previsto dal codice penale militare di pace. In primo grado, il pm aveva chiesto la condanna di Lops e Stano – i due generali che si erano avvicendati al comando del contingente italiano a Nassiriya, che avevano chiesto il giudizio abbreviato – e il rinvio a giudizio per Di Pauli, comandante del contingente dell’Arma, il quale aveva optato per il rito ordinario. Il gup aveva condannato Stano a due anni di reclusione, assolto Lops e rinviato a giudizio Di Pauli. Nel novembre scorso, in appello, anche il generale Stano è stato assolto con formula piena. Il processo a Di Pauli riprenderà domani con l’arringa di uno dei legali di parte civile, l’avvocato Francesca Conte. (ANSA)

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