Lite per separazione, carabiniere uccide la moglie

auto_carabinieri2Si occupava di conflitti familiari. Arrestato nei pressi del cimitero. Genova, 8 ago – Ennesima tragedia familiare di questa estate legata ad una crisi di coppia: un maresciallo dei carabinieri, Fabrizio Bruzzone, di 40 anni, che si occupava proprio di reati compiuti in famiglia, ha ucciso nel primo pomeriggio con sette coltellate nella cucina di casa a Pegli la moglie dalla quale stava separandosi , Mara Basso, 38 anni, commessa di un supermercato. Fuggito in ciabatte in sella alla sua moto, è caduto dopo qualche centinaio di metri, si è rialzato ed è sparito per qualche ora. E’ stato rintracciato nei pressi del cimitero di Pegli, nel ponente cittadino. In stato confusionale e ferito ad una gamba, si è fatto ammanettare dai suoi stessi colleghi senza opporre resistenza. Non era armato: l’arma del delitto, un coltello da cucina, è stato trovato col manico spezzato poco distante dal cadavere della moglie; la pistola d’ordinanza era stata lasciata negli uffici di polizia giudiziaria del tribunale, dove il maresciallo Bruzzone prestava servizio occupandosi proprio di inchieste su violenze in famiglia e legate a conflitti familiari. Una tragedia forse temuta dagli stessi

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Mara Basso, la donna uccisa dal marito carabiniere

familiari della coppia. ”Lo sapevo che l’avrebbe ammazzata!” ha esclamato la madre di Mara Basso accorrendo sul luogo del delitto. La stessa vittima sembra avesse confidato ad un’amica di temere che potesse toccare anche a lei la sorte delle donne uccise negli ultimi tempi in Italia da amanti e mariti respinti. Le due figlie della coppia, di otto e dodici anni, non erano per fortuna in casa. Proprio per i continui litigi dei genitori erano ospiti da qualche giorno dai nonni materni. Fabrizio e Mara erano da tempo ai ferri corti ed avevano avviato le pratiche per la separazione. Oggi il maresciallo ha pranzato dalla madre, che abita in un appartamento dello stesso caseggiato di via Vespucci, a Pegli. Quindi è sceso in casa sua dicendo: ”Chiedo a Mara di andare insieme in piscina”. Probabilmente il diniego della donna ha scatenato la furia del carabiniere. Afferrato un grosso coltello, ha colpito selvaggiamente la moglie in cucina: cinque colpi alla schiena, uno al torace, un altro alla gola. Per la forza messa nel colpire, il manico del coltello si è spezzato. Quindi il maresciallo Bruzzone, in ciabatte, è uscito di casa, mentre la madre, allarmata dal trambusto si affacciava. Lo ha visto con le mani insanguinate e si è precipitata nell’appartamento di sotto, trovando il cadavere della nuora in un lago di sangue. Il sottufficiale ha inforcato la sua moto Bmw ed è partito. Ma fatto un centinaio di metri è caduto, urtando un’auto in sosta. Si è rialzato ed è sparito, guidando la moto a piedi nudi. Le ricerche dei carabinieri, avvertiti dalla madre del maresciallo, sono durate circa tre ore: vi hanno preso parte numerose pattuglie ed anche un elicottero. Il maresciallo Bruzzone è stato trovato, inebetito, a pochi chilometri di distanza, nei pressi del cimitero di Pegli, dove si trova la tomba del padre. (ANSA)

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