La triste slealtà dello spergiuro militare, diciamo le cose come stanno senza alcuna timidezza

Nuova bufera sull'Arma dei Carabinieri: simboli politici e bandiere usate dai gruppi neonazisti dentro una caserma

Roma, 3 dic – (di Giuseppe Paradiso) Non è la prima volta e, finché i vertici militari non ammoniranno in maniera esplicita i giovani militari sulle gravi conseguenze dello spergiuro, credo non sarà nemmeno l’ultima che vedremo sulle pagine dei giornali fatti come quelli raccontati oggi.

L’articolo prosegue dopo il video del Corriere.it

Cosa è successo? Il Sito di Firenze ha pubblicato la notizia – corredata da un video – dove si vede la bandiera della Kaiserlichemarine, usata come simbolo dai gruppi neonazisti antisemiti europei, appesa alla parete della caserma Baldisserra dei Carabinieri, a Firenze, che ospita il VI Battaglione carabinieri Toscana e gli uffici del comando regionale. Come se non fosse già abbastanza imbarazzante, accanto alla bandiera si nota un fotomontaggio del leader della Lega Matteo Salvini con un mitra in mano.

«Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana, di osservarne la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina e onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni».

Questa è la formula che ogni militare recita agli inizi del proprio servizio per il bene supremo della collettività ma, a quanto pare, per alcuni rimane solo un vago ricordo o una frase di stile, senza alcun significato morale e pratico.

Invece di essere il caposaldo di tutta una vita, attorno al quale far ruotare ed ispirare ogni azione – sia essa compiuta vestendo l’uniforme o in abiti “civili” -, molto spesso si sottovaluta la portata del tradimento che si compie aderendo ad ideologie assolutamente contrarie al proprio giuramento, il che espone ogni militare che lo opera della più grave ed infamante accusa che possa macchiare l’onore di chi indossa un’uniforme: quella di spergiuro.

E’ il segreto di pulcinella, specialmente nell’era dei social: simboli fascisti e nazisti si trovano, purtroppo, in tanti profili di utenti che svolgono il proprio servizio vestendo l’uniforme militare o quella di un corpo delle Forze dell’Ordine, senza alcuna vergogna rispetto al giuramento prestato, senza alcuna remora verso il pubblico scandalo che ciò può provocare.

E, si badi bene, qui non c’entra un fico secco la libertà d’opinione, ma la codardia di coloro a cui manca il coraggio di fare la cosa più ovvia quando si maturano convinzioni che vanno in conflitto stridente con il giuramento prestato: dimettersi, prima di macchiare d’infamia l’uniforme che si indossa.

Certo, di questi tempi rinunciare ad uno – seppur magro – stipendio assicurato dal far parte delle Forze Armate o di Polizia, con i denari dello Stato che si è giurato di difendere, può costituire un deterrente insormontabile per coloro che covano sentimenti anti-Repubblicani, ma questo – se possibile – aggrava ancora di più le azioni commesse, perchè – come ho scritto – aggiunge la codardia allo spergiuro.

Certo, mi si potrà obiettare che questo genere di cose sono già accadute in passato e che poche mele marce non riusciranno ad intaccare secoli di quell’onore con il quale si sono contraddistinti coloro che in passato hanno indossato un’uniforme, molte volte fino all’estremo sacrificio. Ma la domanda è un’altra: possiamo tollerare, ancora, questo stillicidio di attacchi che provengono dal cuore dello Stato?

Io credo di no.

Negli anni ’70, non a caso chiamati “gli anni di piombo“, dove la lotta armata dei terroristi riusciva a reclutare persino dentro le caserme, abbiamo vissuto momenti terribili che solo la forza di Istituzioni sane è riuscita a sconfiggere, non senza il sacrificio personale di tanti che hanno adempiuto “con disciplina e onore” il proprio ruolo in “difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni“.

E’ necessario quindi, come ho scritto in apertura, che lo Stato si adoperi in maniera incisiva e risoluta nel far capire a chi indossa un’uniforme la “solennità” e la portata del giuramento prestato, senza alcuna timidezza.

Paradossalmente, non riesco a provare rancore nei confronti di quel giovane carabiniere che ha esposto quei simboli all’interno del proprio alloggio, ma spero davvero che i suoi superiori si adoperino, finalmente, nel compiere quell’azione educativa che forse non hanno esercitato con sufficiente forza e slancio, e che si faccia chiarezza – una volta per tutte – nel comunicare ad ogni cittadino che indossa un’uniforme che non saranno tollerate “debolezze” in futuro. Viviamo in un tempo dove i rigurgiti nazionalisti che si rifanno alle dittature e agli orrori del secolo scorso sembrano alzare di nuovo la testa, e bisogna far sentire in ogni ambito, la forza e la risolutezza dello Stato democratico.

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La triste slealtà dello spergiuro militare, diciamo le cose come stanno senza alcuna timidezza
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Nuova bufera sull'Arma dei Carabinieri: simboli politici e neonazisti dentro una caserma
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3 Commenti

  1. Marco dice

    Ma come mai tanto sdegno? Tutti i giorni i nostri tra rappresentati politici si scoprono dei reati pen più gravi delle presunte ideologie del giovane carabiniere in argomento (il procuratore militare ha già dichiarato che non è stato commesso reato militare) ..perché tale sproporzione appare scandalosa??

  2. franco dice

    Che articolo sterile. Meglio quella bandiera che quella del CHE e di FIDEL, che inneggiano alla finta democrazia. Io sono amante delle bandiere, specialmente quella dei Quattro Mori, ma per quello non sono filo nazista o fascista, nè tantomeno filo COMUNISTA. Povero ragazzo in quale baratro comunista è caduto.

  3. Iris dice

    Mi giuri che avrebbe gridato allo scandalo allo stesso modo se si fosse trattato di una bandiera raffigurante Stalin o Che Guevara. Anzi no, considerato che siamo a Firenze probabilmente lo avrebbero ritenuto normale e nemmeno sarebbe assurto a “notizia” cosi che nessuno ci avrebbe ricamato sopra questi romanzi.

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