Iscrizione di militari a partiti politici: IDV interroga La Russa per rimozione generale dei carabinieri

Camera-dei-Deputati2Non avrebbe osservato norme costituzionali. Roma, 28 lug – Un‘interrogazione parlamentare presentata al ministro della Difesa dai deputati dell’IDV Augusto Di Stanislao e Pierfelice Zazzera, chiede che si faccia piena luce su una missiva che il comandante interregionale carabinieri «Vittorio Veneto», generale Massimo Iadanza, avrebbe inviato agli organi di rappresentanza militare nella quale – si legge nel testo dell’interrogazione -, avrebbe negato “de facto, un diritto che costituisce oggetto di speciale tutela costituzionale”, riferendosi alla norma prevista dall’art. 49 la quale prevede che “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. “La potestà di limitare con legge tale diritto, prevista dal successivo articolo 98 – continua l’interrogazione -, non è stata mai esercitata dal Parlamento nei confronti dei militari di carriera in servizio attivo. Il diritto di iscrizione ai partiti politici inoltre è attualmente pienamente esercitabile anche dalle Forze di polizia”.

Il generale Iadanza invece, secondo gli interroganti, “ha redatto la lettera protocollo 117/5-2005 indirizzata al Consiglio intermedio di rappresentanza, avente ad oggetto «Limitazione al diritto di iscrizione ai partiti politici, applicabili ai militari di carriera in servizio attivo»”; in tale missiva, in evidente contrasto, – secondo l’interrogante – , con le norme costituzionali e legislative, “il generale si profonde in una articolata e personalissima interpretazione circa il diritto d’iscrizione dei militari ai partiti politici citando, nella prima frase del documento allegato, un corsivo virgolettato che egli attribuisce al gabinetto del Ministro della difesa, che avrebbe affermato, a suo dire, che «l’iscrizione ai partiti politici, ancorché – in sé – non vietata, è da intendersi assorbita dal divieto di esercizio di attività politica»”.

Nella lettera firmata dal generale Iadanza, inoltre, egli avrebbe affermato che “la sola presenza di un certo numero di militari tesserati di un partito potrebbe consentire di argomentare in ordine all’espressione di preferenza politica nella Compagine militare” arrivando ad “ipotizzare gravi sanzioni disciplinari – segnatamente quella fattispecie punibile con la consegna di rigore – per tutti quei militari che si iscrivono ai partiti politici”.

I due parlamentari dell’IDV chiedono quindi “se il Ministro confermi o smentisca la frase che il generale Massimo Iadanza attribuisce al gabinetto del ministro della Difesa volta sostanzialmente a negare un diritto oggetto di speciale tutela costituzionale qual è quello dell’iscrizione ai partiti politici, tuttora pienamente esercitabile anche da parte di militari e forze di polizia” e “se intenda promuovere un’azione disciplinare nei confronti dell’alto ufficiale dell’Arma il quale, nell’esercizio delle sue funzioni, ha in maniera tanto disinvolta paventato il rischio di ingiusto provvedimento disciplinare per coloro che si fossero avvalsi del diritto loro riconosciuto dalla nostra Costituzione”. Gli interroganti chiedo inoltre se il ministro della Difesa “intenda rimuovere con effetto immediato il generale Massimo Iadanza dal suo incarico per le gravissime affermazioni contenute nella sua missiva che, a parere dell’interrogante, mal si conciliano con il giuramento prestato che prevede di osservare «la Costituzione e le leggi»” ico_commenti Commenta

Il Testo dell’interrogazione

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