Incendi boschivi: ventisei province nel mirino degli investigatori della Forestale

elicottero-ai-forestaleIndividuati i territori dove si concentra ben il 75% dei roghi. Roma, 23 lug – Si stringe il cerchio intorno agli incendiari italiani. Da oggi presso la Centrale Operativa Nazionale (CON) del Corpo forestale dello Stato sarà attiva una nuova postazione, dedicata agli 007 del Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo (NIAB). Gli agenti del NIAB saranno impegnati a coordinare e ottimizzare a livello provinciale la comunicazione tra le pattuglie investigative e le squadre antincendio boschivo che operano sul posto. Altre postazioni saranno attivate presso le Centrali Operative Regionali (COR) e nelle province maggiormente colpite dagli incendi.  Infatti da un’analisi condotta dalla Forestale, sui dati dell’ultimo triennio (2007-2009) è emerso che su  86 province controllate (escluse quelle delle Regioni a statuto speciale) ben il 75% degli incendi si è concentrato prevalentemente in 26. Le province più “calde” sono: Cosenza con 622 incendi, Salerno con 475, Avellino con 268, Catanzaro con 258, Reggio Calabria con 221, Potenza con 199, Latina con 187, Benevento con 177, Crotone con 144, Caserta e Foggia con 134, Bari con 129, Frosinone con 118, Genova con 111, Napoli con 106, Lucca con 105, Imperia con 104, Roma con 97, Taranto con 90, Campobasso, Matera e Firenze con 86, seguono Lecce con 77, Massa Carrara e Perugia con 73 e Torino con 71.

Dall’analisi è emerso inoltre che i roghi si verificano nel 67.5% dei casi dalla seconda settimana di luglio alla seconda settimana di settembre e che le fiamme, secondo calcoli statistici, si sviluppano durante le prime ore del pomeriggio. Oltre all’obiettivo primario di creare una mappatura, su scala provinciale, delle cause degli incendi boschivi, l’iniziativa mira a ridurre il numero dei roghi e ad incrementare a livello locale l’attività di intelligence che dal 2007 al 2009 (dato nazionale) ha portato all’arresto di 34 incendiari e alla denuncia a piede libero di oltre 1.300 persone. L’attività sperimentale che verrà condotta nelle ventisei province italiane parte dalla considerazione che gli incendi negli ultimi anni hanno registrato un costante incremento soprattutto su quei territori provinciali e comunali già fortemente colpiti dal fenomeno. Da qui l’esigenza di una più efficace gestione delle risorse investigative per ottimizzare i tempi d’intervento.

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