Genova: ex maresciallo dei carabinieri tenta il suicidio in cella

carcere1Roma, 18 dic – Ha tentato il suicidio in cella ieri pomeriggio nel carcere di Genova Pontedecimo Fabrizio Bruzzone, 40 anni, l’ex maresciallo dei carabinieri in forza alla squadra tutela della famiglia della procura di Genova che ha ucciso, nell’agosto scorso, con sette coltellate la moglie dalla quale stava separandosi, Mara Basso, 38 anni. E’ solo grazie all’attenzione e alla professionalità della Polizia Penitenziaria che il grave gesto non ha avuto tragiche conseguenze. Il tentativo di suicidio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, inalando il gas della bomboletta che tutti i detenuti legittimamente detengono per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande, come prevede il regolamento penitenziario. Ogni detenuto, secondo il regolamento, dispone di una bomboletta di gas. E’ un fatto drammatico che testimonia ulteriormente la necessità di intervenire immediatamente sull’organizzazione e la gestione delle carceri, dove il numero esorbitante dei detenuti e la carenza di personale non consentono più alla polizia penitenziaria di garantire i controlli necessari. A Pontedecimo sono presenti il doppio dei detenuti rispetto alla capienza regolamentare, che è di 90 posti, e mancano in organico ben 50 agenti di Polizia. Il modo in cui è stato tentato il suicidio ricorda quello della persona morta nel carcere di Pavia qualche anno fa; episodio per cui l’Amministrazione penitenziaria fu condannata a risarcire i familiari con 150.000 euro.
Riteniamo che sia giunto il momento di rivedere il regolamento penitenziario, al fine di vietare l’uso delle bombolette di gas, visto che l’Amministrazione fornisce il vitto a tutti i
detenuti. E un plauso particolare va rivolto ai bravi agenti di Polizia Penitenziaria di Pontedecimo per il senso del dovere e per l’attenzione che hanno scongiurato il suicidio del detenuto.

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