[FOTO] Carabinieri: Giovanni Nistri nuovo Comandante generale. Del Sette: «lascio l’Arma con amarezza»

Roma, 16 gen – La caserma De Tommaso di Roma, sede della Legione Allievi Carabinieri, ha ospitato l’avvicendamento nella carica di Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri fra i generali Tullio Del Sette e Giovanni Nistri.

Alla cerimonia erano presenti tra gli altri il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, i ministri della Difesa e dell’Interno, Roberta Pinotti e Marco Minniti, il Capo di stato maggiore della Difesa generale Claudio Graziano, insieme a numerose autorità istituzionali.

Nel cedere il comando dell’Arma, Del Sette ha ringraziato i carabinieri, che contribuiscono a fare dell’Arma “un’istituzione solida, coesa, trasparente ed efficiente”. Il nuovo comandante generale Giovanni Nistri ha espresso “la consapevolezza di ciò che viene richiesto” dal ruolo che da oggi ricopre, ovvero “impegno incondizionato, affidabilità cristallina e rispetto istituzionale”.

Il generale Graziano si è detto “convinto che il ruolo delle forze armate e dell’Arma dei Carabinieri, sotto la guida del suo nuovo Comandante, sarà trainante in un contesto europeo in continuo fermento e sempre più desideroso di una difesa comune”. L’Arma è “forza armata elemento portante della capacità interforze di difesa del Paese, forza di polizia e parte integrante del sistema sicurezza interno. Peculiarità – ha osservato – che rende l’Arma moltiplicatore di potenza ed abilitatore delle capacità delle altre forze armate”. Alla cerimonia hanno preso parte anche gli ex ministri della Difesa Ignazio La Russa e Antonio Martino.

Del Sette ha manifestato la propria “estrema soddisfazione per i risultati conseguiti dall’Arma nell’attività operativa e in ogni campo e per il sostegno corale, commovente a volte, dei Carabinieri di ogni grado in servizio e in congedo, dei vertici istituzionali della Repubblica e del governo, di tutti coloro che, con responsabilità di ogni genere o semplici cittadini, si sono rapportati a me per motivi di servizio o privati”.

Dal canto suo, Nistri ha espresso gratitudine ai carabinieri che, “al netto di alcuni comportamenti censurabili”, sono nel loro complesso “costruttori di legalità e sicurezza con il loro impegno” e la loro “vicinanza” al cittadino. Tra le personalità istituzionali intervenute alla cerimonia, il Comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi e il Capo della Polizia, Franco Gabrielli.

Gentiloni: i Carabinieri sono il nostro marchio nel mondo

“I Carabinieri sono un fattore fondamentale di prestigio dell’Italia all’estero. Pensando ai sette-otto marchi che ricordano l’Italia nel mondo, sarebbe difficile non citare tra questi i Carabinieri”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, alla cerimonia di avvicendamento nella carica di comandante generale dell’arma dei Carabinieri.

“I Carabinieri – ha ricordato – garantiscono la sicurezza delle nostre ambasciate, anche in situazioni delicate come a Baghdad o a Kabul con i reparti del Tuscania. Lo fanno con l’addestramento. Nel triennio in cui il generale Del Sette è stato comandante generale dell’arma, i Carabinieri hanno addestrato 30.000 militari di 90 nazioni diverse. C’è un motivo se poi nel mondo ne viene richiesto l’apporto”.

“Quando si tratta di stabilizzare un Paese dopo un conflitto, i Carabinieri sono perfettamente in grado di svolgere questa duplice funzione, militare e di sicurezza. Questo fa bene all’Italia, come nel caso dell’impiego dei Carabinieri nelle tutela dei beni culturali sotto l’egida dell’Unesco”.

“Il governo – ha continuato il presidente del Consiglio – è consapevole e fiero del lavoro dell’Arma. Per me questa l’occasione per ringraziarvi e rendere omaggio al lavoro fatto dal generale Del Sette in questi tre anni, rivendicando anche l’attenzione con la quale il governo ha cercato di corrispondere alla qualità del lavoro dei Carabinieri”.

“Sono orgoglioso che il mio governo abbia attuato il riordino del comparto Sicurezza e Difesa, che valorizzerà il vostro lavoro. Ogni tre anni per l’Arma c’è il passaggio fisiologico delle consegne. Ringrazio Del Sette per il lavoro fatto in questi tre anni, per la dedizione totale e lo spirito dimostrato. Faccio i miei migliori auguri al comandante Giovanni Nistri”.

“L’Italia ha bisogno della professionalità e della dedizione dei Carabinieri, in un Paese che ha un grandissimo bisogno di simboli, abbiamo un grandissimo bisogno della vostra divisa. Donne e uomini dei Carabinieri che vengono riconosciuti dai cittadini come elemento di certezza, sicurezza e legalità”, ha concluso Gentiloni.

Pinotti: il ruolo dell’Arma riconosciuto a livello internazionale

L’avvicendamento al vertice dell’Arma dei carabinieri tra i generali Tullio Del Sette e Giovanni Nistri, avvenuto oggi a Roma, rappresenta “una naturale rotazione, necessaria per garantire un’equilibrata funzione di comando e un continuo avvicendarsi di uomini, e che si arricchisce ogni volta di rinnovato entusiasmo e di nuovi propositi per chi opera al servizio della sicurezza dello Stato dentro e fuori i nostri confini”. Lo ha detto il ministro della Difesa Roberta Pinotti intervenendo alla cerimonia di passaggio di consegne.

“Il Generale Tullio Del Sette ha guidato con straordinaria dedizione l’Arma dei Carabinieri in questi tre anni in cui ne è stato al comando. E’ stato un vero, indefesso servitore delle Istituzioni”, ha detto il Ministro, per la sua “straordinaria dedizione l’Arma”. Pinotti, sottolinea la Difesa sul suo sito, ha quindi ricordato una delle riforme varate dal governo di cui fa parte, fissando in tre anni non rinnovabili il periodo di comando “perché chi ricopre quel ruolo deve avere una certezza del tempo”.

In rilievo il fondamentale ruolo svolto dall’Arma dei Carabinieri per la difesa e la sicurezza, unanimemente riconosciuto anche a livello internazionale: “non è caso che il Presidente Obama abbia più volte ricordato il ruolo dei Carabinieri nei suoi interventi” ha detto il Ministro della Difesa, che ha poi aggiunto: “Così come non è un caso che nelle periodiche riunioni dei paesi membri della coalizione anti-Daesh, i colleghi dei paesi più importanti facciano sempre riferimento al loro ruolo”.

Nel fare un consuntivo delle attività svolte e degli obiettivi raggiunti nei tre anni di comando del Generale Del Sette, il Ministro della Difesa ha ricordato alcuni provvedimenti legislativi che hanno interessato il mondo delle Forze armate e di polizia. Primo fra tutti, il cosiddetto “riordino delle carriere”, un provvedimento epocale “atteso da circa 17 anni per riconoscere la giusta gratificazione al personale dei Carabinieri sotto il profilo sia del trattamento economico sia della progressione delle carriere”.

Altro importante provvedimento, l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato, che ha comportato profondi cambiamenti nell’organizzazione dell’Arma. Tante le azioni di contenimento e contrasto ad ogni forma di criminalità condotta in questi anni, da quelle emergenti a quelle più radicate, come avvenuto, ad esempio, qualche giorno fa con l’operazione “Stige”, che ha portato all’arresto di 169 persone affiliate alla ‘Ndrangheta.

Al Generale Nistri, cui spetta “l’importantissima responsabilità e l’onore di guidare la Benemerita”, il Ministro della Difesa ha formulato i propri auguri per il nuovo incarico: “Ho sentito nelle sue parole l’attaccamento ai valori che saranno anche i criteri del suo comando. Sono convinta che le nuove sfide le saprà affrontare nel migliore dei modi”.

Caso Consip: Del Sette, l’ultimo ammo a volte per me è stato amaro

Nel concludere dopo 47 anni la propria carriera militare, il comandante generale uscente dei Carabinieri Tullio Del Sette sottolinea la propria “vita professionale intensa ed emozionante”, con “pochissime amarezze anche se qualcuna molto difficile da assorbire”. In questo senso, “l’ultimo anno è stato a volte per me amaro”. Nel corso della cerimonia di passaggio di consegno al vertice dell’Arma con il nuovo comandante generale Giovanni Nistri, Del Sette ha fatto così riferimento, senza mai nominarla alla vicenda Consip che lo vede coinvolto. Ed anche lo stesso Nistri, nel sottolineare l’operato di Del Sette alla guida dei carabinieri, ha manifestato la “certezza che davvero il tempo è sempre galantuomo”.

Anche il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, ha rilevato che Del Sette ha servito “con impegno e onore l’Italia con le spalle dritte e onestà intellettuale”, accennando a sua volta “a qualche amarezza del comando”.

“Ho solo risposto a una domanda sull’opportunità di incontrare un imprenditore. E prima dell’estate del 2016. Non ho dato nessuna informazione su qualsiasi inchiesta”, ha detto Tullio Del Sette, da oggi ex comandante generale dell’Arma dei carabinieri, in un’intervista al Corriere della Sera in cui parla per la prima volta del caso Consip. Il generale Del Sette è accusato di rivelazione del segreto istruttorio nell’ambito dell’inchiesta Consip: secondo i pm, avrebbe svelato ai vertici della centrale acquisti dello Stato l’esistenza di una indagine sugli appalti. La Procura di Roma, venerdì scorso, ha chiesto 6 mesi in più per indagare.

“Non ho mai dato informazioni su nessuna inchiesta giudiziaria – ha spiegato Del Sette -. Ho subito chiarito il 23 dicembre del 2016, con dichiarazioni spontanee, le circostanze in cui al dottor Luigi Ferrara, presidente di Consip, che mi ha chiesto un parere sull’opportunità di ricevere un imprenditore, ho risposto quello che ne pensavo. Non ho nulla da rimproverarmi”.

Del Sette lascia l’Arma con “profonda amarezza” per via di questa inchiesta che lo coinvolge. “Ma forse questa espressione – ha aggiunto – non rende abbastanza quella che vivo come una Via Crucis. Eppure, la difficoltà mi ha spinto a concentrarmi ancora di più sul lavoro, facendolo al meglio. La fiducia incondizionata di cui ho avuto prova continua dall’Arma, e il sostegno di tutte le cariche e le istituzioni
dello Stato, mi hanno moltiplicato le forze”.

Del Sette ha detto di essere “sereno “, convinto che “alla fine la giustizia si afferma, con la verità”. “Ho chiesto di essere sentito all’inizio, e poi non sono mai più stato convocato – ha spiegato ancora -. E per difendermi mi sono affidato all’Avvocatura dello Stato, non a un penalista di grido. Credo di avere sempre e solo fatto il mio dovere. Mi ispiro a alcune regole di condotta. E una è fare sempre quello in cui credo, incurante degli ostacoli, dei pericoli, delle pressioni, e delle possibili conseguenze per me. Forse pago anche questo”.

Del Sette ha riferito di pensare spesso a cosa possa esserci dietro. “Il dubbio che gli attacchi possano derivare da qualche decisione che ho preso c’è”, ha affermato. Attacchi dall’interno dell’Arma o da fuori? “Io sono portato a credere sempre alla buona fede dei carabinieri. Dunque, penso e spero che provengano da fuori. E sono comunque a favore di tutta la verità, e fiducioso che alla fine emergerà”.

Chi è il nuovo Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri (Scheda)

Il generale Giovanni Nistri è il nuovo Comandante generale dell’Arma dei carabinieri. Fino a ieri Comandante interregionale Carabinieri “Ogaden”, ha assunto ufficialmente il comando questa mattina subentrando a Tullio Del Sette. Nato a Roma il 14 febbraio 1956, coniugato, 2 figli, il generale Nistri ha frequentato la Scuola Militare Nunziatella di Napoli nel quadriennio 1970-1974, l’Accademia Militare di Modena nel biennio 1974-1976 e la Scuola Ufficiali Carabinieri nel biennio 1976-1978. Ha frequentato il 3° corso d’Istituto per Ufficiali in s.p.e. dell’Arma dei Carabinieri presso la Scuola Ufficiali Carabinieri e presso la Scuola di Guerra dell’Esercito a Civitavecchia (Roma) nell’anno accademico 1988-1989. Ha poi frequentato il 113° corso Superiore di Stato Maggiore presso la Scuola di Guerra di Civitavecchia (Roma) nell’anno accademico 1991-1992.

Si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Trieste nel 1981, in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Siena nel 1988 nonché in Scienze della Sicurezza (I livello) ed in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna (specialistica) presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, nel 2003. Ha conseguito il diploma di Master di II livello in Management pubblico e comunicazione di pubblica utilità presso la Lumsa (Libera Università Maria Santissima Assunta) di Roma nel 2002.

Ha conseguito il diploma di Master di II livello in Scienze Strategiche presso l’Università degli Studi di Torino nell’anno 2004 e l’idoneità all’esercizio della professione di avvocato presso la Corte di Appello di Catanzaro, nel 2000. È stato condirettore della rivista “Il Carabiniere”. Ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti – Elenco Pubblicisti – dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana, dal 2004.

Giovanni Nistri è stato membro di diversi organi ministeriali: Commissione speciale permanente per la sicurezza del patrimonio culturale nazionale; Comitato per le problematiche afferenti all’esercizio dell’azione di restituzione dei beni culturali illegittimamente sottratti al patrimonio culturale italiano; Commissione per il censimento delle collezioni numismatiche. È stato docente di Sicurezza del patrimonio culturale presso la Lumsa di Roma, facoltà di Giurisprudenza, corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni.

Dopo la fase formativa, nell’autunno del 1978 è destinato al 4° Battaglione Carabinieri “Veneto” di Venezia – Mestre, quale comandante di Plotone e poi di Compagnia. L’anno successivo viene prescelto quale istruttore degli Allievi Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri presso l’Accademia Militare di Modena, ove ricopre gli incarichi di comandante di Plotone e di Compagnia. Promosso Capitano, nel 1981 viene assegnato al comando della Compagnia Carabinieri di Urbino e, nel 1984, di quella di Sanremo (Im). Nell’autunno del 1985 è chiamato al Comando Generale dell’Arma, ove permane sino al 1994 quale Capo Sezione, dapprima all’Ufficio Servizi Sociali e poi all’Ufficio Personale Ufficiali.

Dal 1994 al 1997, nel grado di tenente colonnello, espleta l’incarico di comandante Provinciale di Cosenza, venendo poi nuovamente destinato al Comando Generale dell’Arma quale Capo Ufficio Personale Ufficiali. Promosso colonnello nel 2000, l’anno successivo è nominato Capo del V Reparto “Comunicazione e Affari Generali” dello stesso Comando Generale, carica che ricopre sino all’aprile 2003.

Dall’aprile 2003 ad ottobre 2006, ricopre l’incarico di comandante Provinciale di Firenze. Promosso generale di Brigata, dal 10 gennaio 2007 al 27 settembre 2010 regge il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale.

Dal settembre 2010 al settembre 2012, riveste la carica di Comandante della Legione Carabinieri Toscana. Promosso Generale di Divisione, dal 6 settembre 2012 al 19 gennaio 2014 è stato Comandante della Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma.

Dal 20 gennaio 2014 al 14 febbraio 2016 è stato direttore generale del Grande Progetto Pompei. Promosso generale di Corpo d’Armata a decorrere dal 1° gennaio 2016, il 15 febbraio successivo viene nominato presidente della Commissione di Valutazione e Avanzamento dell’Arma dei Carabinieri, incarico ricoperto sino al 31 dicembre 2016, in parziale contemporaneità con quello di comandante interregionale “Ogaden”, assunto il 6 aprile 2016, con funzioni di alta direzione, coordinamento e controllo delle Legioni Carabinieri Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo e Molise.

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1 Commento

  1. Jean Jules Mazza dice

    Cosa posso solo dire che faccio il mio personale augurio Dio benedica il nuovo comandante è tutta l’arma dei carabinieri https://www.youtube.com/watch?v=VOqpNXJIeSw&t=7s PREGHIERA

    Possa Dio tenerti nel palmo della sua mano

    Possa la strada alzarsi per venirti incontro.
    Possa il vento soffiare sempre alle tue spalle.
    Possa il sole splendere sempre sul tuo viso e la pioggia cadere soffice sul tuo giardino.
    E fino a che non ci incontreremo di nuovo, possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano. Amen

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