Forestali, tempi di attuazione riforma Madia “allungati” da 12 a 18 mesi

carabinieri-forestale-560Roma, 29 giu – «Abbiamo appreso che, in sede di conversione del decreto sulle missioni internazionali, le commissioni Esteri e Difesa del Senato hanno approvato un emendamento che allunga da 12 a 18 mesi i tempi di attuazione della riforma Madia, con particolare riferimento alla soppressione del Corpo forestale. Se le cose stanno in questo termini, si tratta certamente di un passo importante che va nella direzione da noi auspicata. La nostra mobilitazione in ogni caso continua e il 5 luglio saremo in piazza Montecitorio a Roma».

E’ quanto dichiarano, in una nota, i sindacati di categoria Sapaf, Ugl Cfs, Fns Cisl, Cgil Cfs e Dirfor con i rispettivi segretari generali Marco Moroni, Danilo Scipio, Pompeo Mannone, Francesca Fabrizi e Maurizio Cattoi.

«Questa è una chiamata alla mobilitazione dei Forestali per tutti i sindacati del comparto Sicurezza, per tutti i partiti politici e per tutti quei cittadini che vogliono impedire l’indebolimento della lotta contro i reati ambientali e le ecomafie. Il 5 luglio saremo di nuovo in piazza per dire ancora una volta no alla militarizzazione e allo smantellamento del Corpo forestale dello Stato».

«Domani 30 giugno – dicono i segretari generali Marco Moroni, Danilo Scipio, Pompeo Mannone, Francesca Fabrizi e Maurizio Cattoi – saremo auditi nelle competenti commissioni parlamentari e ribadiremo con forza i motivi della nostra contrarietà alla militarizzazione del Corpo forestale, chiedendo la sospensione del parere anche in virtù della proroga in approvazione al Senato. Noi non vogliamo arrestare il processo riformatore sul quale concordiamo ma non con queste modalità e senza il coinvolgimento delle parti sociali in rappresentanza del personale. Il 5 luglio saremo in piazza Montecitorio, e contiamo di essere in tanti, per ricordare al Parlamento che nessuna riforma può travolgere il personale a cui è rivolta. Per noi valgono le parole e le prese di posizione di tante associazioni ambientaliste che si sono schierate dalla parte del Corpo forestale, di alcuni parlamentari che stanno combattendo con noi e per noi alla Camera e al Senato e, soprattutto, le recentissime parole del capo della polizia Gabrielli che ha definito questa riforma un errore».

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