Forestale, vini DOP e IGP: frode da 20 milioni per contraffazione agroalimentare

frode-pinotPerquisizioni in Lombardia, Piemonte , Emilia Romagna e Veneto. Pavia, 17 nov – Due soggetti iscritti nel registro degli indagati per una frode quantificabile in 20 milioni di euro l’anno a partire dal 2010.

È il primo risultato scaturito dall’attività di investigazione svolta dal personale del Comando Provinciale di Pavia e dalla Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Pavia, a seguito di specifica delega della stessa Procura, su una presunta frode alimentare riguardante la produzione di vino: “Oltrepò Pavese Pinot grigio” DOP e “Provincia di Pavia Pinot grigio” IGP: vini di pregio molto richiesti, soprattutto dal mercato internazionale, ma probabilmente prodotti utilizzando uve di modesta qualità o con altri sistemi fraudolenti, attraverso la manipolazione delle dichiarazioni vitivinicole annuali presentate dalla Società “Terre D’Oltrepò” con sede a Broni (PV) e Casteggio (PV).

Sono state eseguite 64 perquisizioni presso cantine, aziende vitivinicole, aziende agricole, fornitori di mosto concentrato rettificato (MCR), mediatori, autotrasportatori e centri di assistenza agricoli dislocati nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. È stata acquisita la documentazione relativamente alle vendemmie dal 2010 al 2014 e sono stati effettuati campionamenti di vino contenuto nei vasi vinari e nelle cisterne affinché l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, incaricato dalla Procura, proceda all’analisi chimico-fisica del prodotto.

I reati ipotizzati sono frode in commercio con l’aggravante di essere perpetrata su prodotti DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (Indicazione Geografica Tipica), falsificazione di documenti e registri, indebito percepimento di aiuti comunitari e contributi regionali.

L’operazione di polizia giudiziaria è stata compiuta grazie al supporto di personale forestale proveniente dalle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche e dall’Ispettorato Generale di Roma per un totale di oltre 270 unità impiegate nei controlli sulle aziende presenti principalmente nelle colline dell’Oltrepò Pavese.
La documentazione acquisita è al vaglio degli inquirenti per verificare quali aziende e società siano coinvolte nella frode. Oltre ai due soggetti iscritti nel registro degli indagati, potrebbero essere coinvolte altre persone.

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