Forestale: vendevano vini veronesi DOC, ma provenivano da Puglia e Sardegna

forestale-vini-veronaVerona, 6 mar – Vino rosso generico da tavola, privo di denominazioni di origine o indicazioni geografiche, venduto come prodotto di maggior pregio con etichette ingannevoli.

È la punta dell’iceberg di una serie di illeciti a carico di una nota ditta del veronese emersi dall’attività congiunta del Corpo forestale dello Stato di Verona e dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) Nord-Est di Susegana (TV) condotta in seguito a una segnalazione pervenuta all’ICQRF.

Sono state sottoposte a sequestro amministrativo 19.680 bottiglie di vino da 0,75 litri per un valore all’ingrosso di circa 35.000 euro per violazione di una norma che stabilisce disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento comunitario relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, imputando alla ditta di aver utilizzato nella presentazione del prodotto delle indicazioni atte a trarre in inganno l’acquirente sull’origine dello stesso.

La ditta del veronese avrebbe venduto ad una catena di supermercati danese vino generico da tavola spacciandolo per vino realizzato con uve locali di pregio: Corvina, Rondinella, Cabernet Sauvignon e Croatina. Mentre il Cabernet-Sauvignon è un vitigno internazionale di cui è largamente diffusa la coltivazione, la Corvina la Croatina e la Rondinella sono vitigni autoctoni della provincia di Verona, dai quali vengono ricavati pregiati vini della Valpolicella.

Personale dei Comandi Stazione Forestali di Tregnago (VR) e Verona e della sede staccata di Verona dell’ICQRF e si sono recati presso la ditta per verificare la tracciabilità di tale vino ed hanno individuato il lotto, poi sequestrato, che dai prescritti registri di cantina risultava essere stato realizzato con un taglio di vino acquistato da cantine ubicate in provincia di Oristano e in provincia di Brindisi, pertanto non prodotto con le uve indicate in etichetta.

Nei giorni successivi la Procura della Repubblica di Verona ha iscritto nel registro degli indagati il titolare dell’azienda per presunta frode in commercio e ha disposto anche il sequestro penale delle 19.680 bottiglie già oggetto di sequestro amministrativo, oltre che di numerosa documentazione pertinente al caso e rinvenuta nel corso della perquisizione della cantina.

Sono in corso verifiche anche su altri lotti venduti nel corso del 2014 dalla ditta veronese in Danimarca.

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